FILCTEM-CGIL

Benvenuti nel sito ufficiale della FILCTEM-CGIL dedicato al comparto chimico e farmaceutico della provincia di Catania. Questo blog è un prodotto amatoriale, non è una testata giornalistica né un prodotto editoriale; ad esso non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47 né, tantomeno, l’art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62, poiché l'aggiornamento dei testi non ha periodicità regolare. Questo sito è espressione ufficiale della FILCTEM CGIL di Catania ed è curato da un apposito Comitato di Redazione in accordo alle linee politiche della Segreteria Provinciale.

lunedì 7 febbraio 2011

Incontro Segreterie Confederali e di Categoria di CGIL, CISL, UIL e UGL sulla vertenza Pfizer.

Oggi si è tenuto un incontro tra tutti i segretari di categoria e confederali di CGIL, CISL, UIL e UGL per discutere della vertenza Pfizer. L’incontro è stato importante e molto utile, in quanto si è fatto il punto sulla sempre più complessa vertenza Pfizer.
In primo luogo tutte le sigle sindacali hanno ribadito la loro assoluta contrarietà alla dismissione della ricerca da parte di Pfizer in quanto la ricerca rappresenta un cardine che ha contribuito e contribuisce alla strategicità dello stabilimento di Catania. Inoltre tutti i sindacati si dichiarano contrari a qualsiasi smembramento dell’azienda che sia esso dismissione o esternalizzazione.
Inoltre, è stata stigmatizzato il comportamento di Pfizer Italia che a 2 anni dall’acquisizione non ha mai ritenuto opportuno un confronto ufficiale con le OO SS locali e nazionali, demandando tutto alla trattativa interna allo stabilimento, cosa che non è accaduta per lo stabilimento di Aprilia e l’assenza di comunicazioni alle OO SS della decisione di dismettere il centro ricerche tossicologiche.
E’ stata manifestata anche una forte preoccupazione sulla reale politica industriale di Pfizer riguardo lo stabilimento di Catania, in quanto c’è il rischio non ipotetico ma concreto di una volontà di smobilitazione graduale.
E’ stato sottolineato anche che l’Ing. Galizia, AD del sito di Catania, nel suo recente comunicato diffuso a mezzo stampa, abbia messo in luce soltanto i progetti di espansione del settore farmaceutico ad uso umano, liquidando solo con una battuta il disimpegno dalla ricerca e non menzionando minimamente le prospettive che riguardano l’Animal Health. E quest’ultima divisione ha la certezza di esistere limitatamente al 2011-12.
I percorsi delineati per trovare una concreta soluzione alla vertenza Pfizer sono il confronto con istituzioni (governo regionale e nazionale) ed il confronto con Pfizer Italia. Pfizer, infatti ha un’importanza enorme per il tessuto industriale e produttivo catanese e siciliano e le problematiche riguardanti il destino del sito vanno ben oltre i cancelli dello stabilimento. Tutti i presenti hanno convenuto sul fatto che è necessario il radicamento sul territorio da rendere concreto tramite la creazione di un distretto farmaceutico/biotecnologico.

venerdì 4 febbraio 2011

La Pfizer: «Nessun rischio sul futuro del sito di Catania»

«Lo stabilimento produttivo di Catania è una realtà importante all'interno del network dell'azienda e il suo futuro non è in discussione. La cessione del Centro di Tossicologia di catania non avrà alcun impatto sullo stabilimento produttivo e non ne comprometterà né l'esistenza sul territorio siciliano, né ilivelli occupazionali». CosÌ in una nota diffusa ieri la Pfizer risponde ai timori dei sindacati sulla tenuta del sito di catania alla luce dell'annunciata cessione a terzi dello stesso centro di ricerca. «Il nostro stabilimento è una realtà importante all'interno delle strategie di Pfizer -ha commentato Giuseppe Galizia, direttore dello stabilimento di Catania -Ènotizia recente che per potenziare la capacità produttiva di Tazocin, un antibiotico iniettabile destinato al mercato americano, investiremo 17 milioni di dollari nei prossimi due anni». Una decisione, viene sottolineato dal colosso volta a migliorare l'efficienza e la capacità produttiva del sito, con l'obiettivo di assicurarne la competitività sul mercato internazionale eaccrescere imercati d'esportazione serviti, fino a quasi a raddoppiare gli attuali 50. Così come gli investimenti, anche il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria dello scorso ottobre, volta a riqualificare il personale per fronteggiare le sfide del mercato che lo stabilimento deve cogliere, rientra nelle misure intraprese per garantirne la competitività futura,. La Pfizer specifica che la cessione del Centro di tossicologia rientra nell'ambito della revisione globale a livello mondiale del settore ricerca dell'azienda. In tal senso l'azienda ha avviato trattative «per trasferire il centro a una terza parte qualificata, nell'ottica di trovare la soluzione migliore per idipendenti, il territorio e l'azienda stessa, mantenendo aperto un dialogo costruttivo con Istitufarmaceutico, che «conferma la strategia zioni e parti sociali coinvolte».
La Sicilia 04/02/2011

Comunicato di Solidarieta’ della RSU di Aptuit di Verona coi lavoratori della Wyeth Lederle/Pfizer di Catania

Carissimi lavoratori della Wyeth Lederle/Pfizer di Catania

A nome della RSU e dei lavoratori dell’ex centro ricerche GSK, ora Aptuit di Verona, vi giunga in questo messaggio tutta la solidarieta’ e il sostegno per la vertenza che si e’ aperta e che stiamo seguendo con partecipazione e vicinanza nonostante la distanza geografica.

E’ in noi grande l’amarezza di continuare a constatare come nell’odierno panorama imprenditoriale mondiale vigano regole di mercato e politiche di acquisizione/cessione/dismissione che tutto tengono in conto tranne le esigenze e soprattutto la dignità dei lavoratori, spesso ormai trattati alla stregua di ‘equipaggiamento’ di cui disporre come meglio si ritiene.

Un pensiero va alla ricorrenza che oggi piu' o meno tutti viviamo qui a Verona: proprio un anno fa ad oggi veniva dato ai lavoratori l'annuncio di chiusura del sito di Ricerca sulle Neuroscienze GSK di Verona.
Oggi siamo ancora qui grazie all'impegno, alla lotta e al contributo che ognuno di noi, in diversa maniera ha portato perche' il lavoro continuasse, i diritti venissero tutelati e i cancelli non venissero chiusi.
Il sindacato, tramite i delegati aziendali e le OOSS presenti sul territorio ha fatto la sua parte nel riunire le esigenze di tutti i lavoratori e sintetizzarle in una forza che ha permesso di portare la situazione di crisi fuori dalla fabbrica, rendendola collettiva, e quindi di superare la vertenza .

La lotta non e’ finita, c’e’ ancora molto da fare, il lavoro della RSU e’ sempre molto intenso e la coscienza maturata da ognuno aiuta i delegati ad una presenza attiva nel presidiare la situazione in costruzione ed in continua evoluzione, in un confronto con l’azienda molto stretto ed incalzante.

Giunga dunque a tutti voi lavoratori coinvolti direttamente e indirettamente in questa crisi e alle vostre famiglie, il nostro fraterno incitamento e caloroso sostegno.

Coraggio!

Un abbraccio

La RSU di Aptuit
Verona

Pfizer, un caso di globalizzazione selvaggia a Catania

La Pfizer si presenta così: “fondata nel 1849, Pfizer è la prima compagnia biofarmaceutica al mondo impegnata nella ricerca di nuove soluzioni per una salute migliore. Scopre, sviluppa, produce e distribuisce farmaci di qualità, sicuri ed efficaci, per il trattamento e la prevenzione delle malattie che colpiscono uomini e animali. Collabora, inoltre, con le istituzioni, le comunità locali e gli operatori sanitari in tutto il mondo per favorire l’accesso ai farmaci, offrendo il suo supporto per una migliore qualità dell’assistenza e del sistema sanitario”.
La sede principale di Pfizer è a New York. In Italia è presente dal 1955 e oggi vanta due sedi amministrative, a Roma e a Milano, e tre stabilimenti: Ascoli Piceno, Aprilia e Catania.
A Catania, Pfizer ha chiesto e ottenuto la cassa integrazione straordinaria per ottanta lavoratori, garantendo il loro rientro sul posto di lavoro. I sindacati spiegarono ai lavoratori che si trattava di
un sacrificio per portare l’azienda verso una nuova fase di espansione, verso l’aumento della produttività dello stabilimento. Invece, il primo febbraio 2011 l’azienda ha comunicato alle organizzazioni sindacali che il centro di ricerca di Catania sarà dimesso e, se non si trovasse l’acquirente, definitivamente chiuso. L’azienda ha inoltre ribadito alle organizzazioni sindacali le sue incertezze sulla divisione dell’Animal Health.
“Pare evidente- dichiarano i segretari di categoria e confederali di CGIL, CISL, UIL e UGL- che assistiamo ad una azione di smantellamento dello stabilimento”. I segretari si dichiarano contrari
alle cessioni di rami di azienda, “che impoverirebbero la stabilità del sito portandone alla sua inevitabile chiusura”; chiedono all’azienda, all’associazione degli imprenditori, alle istituzioni regionali e locali di aprire un confronto a tutto campo per garantire che a Catania questa importante multinazionale del settore farmaceutico continui la sua missione, mantenendo l’intero sito e garantendo occupazione.
La Pfizer non è la sola multinazionale che ricatta i “lavoratori” minacciando di delocalizzare. Forse è giunto il tempo di aprire il confronto.
Messina WEB TV

giovedì 3 febbraio 2011

Trasmissione telematica dei certificati di malattia ai sensi dell’art. 25 della legge n. 183/2010.


«Vendere a terzi il centro ricerca di Catania? Allora si vuole smantellare lo stabilimento»

«Pare evidente che assistiamo ad una vera azione di smantellamento dello stabilimento. Solo l'unità dello stesso, infatti, permetterà allo stabilimento di Catania di essere competitivo nel costi e nelle strategie».
E' una condanna "senza se esenza ma" alla decisione dell'azienda di cedere il centro di ricerca della Pfizer(ex Wyeth) quella che è giunta ieri da parte delle organizzazione sindacali di Cgil,Cisl, Uil e Ugl, di categoria e confederali, che «si dichiarano contrari e si batteranno affinché non si consumino cessioni di rami d'azienda che impoverirebbero la stabilità del sito portandone alla sua inevitabile chiusura». «L'azienda — commentano i segretari generali di Cgil-Cisl-UiI-Ugl Villari, Giulio, Mattone e Mazzeo ed i segretari di categoria di Filctem-Femca-Uilcem-Ugi Chimici D'Aquila, Campione, Avellino e Lamendola — ci ha comunicato che il centro di ricerca di Catania sarà dismesso, e se non si trovasse l'acquirente, definitivamente chiuso. Il 1aboratorio, che vive all'interno del sito da sempre, è stato considerato storicamente come un fiore all'occhiello per lo stabilimento di Catania e perla sua valenza politica e per i finanziamenti da questo portati ed utilizzati al fine non solo'del laboratorio'ma dell'intero sito. Ribadiscono inoltre che lo stabilimento di Catania ha ancora in discussione il destino di un'altra importante divisione dell'Animal'Health, anch’essa insita ed organica all’unità dello stabilimento».
Per i sindacati, insomma, che chiamano oggi Regione. ed Enti Locali a difesa del territorio, la dismissione del centro di ricerca potrebbe essere solo il primo passo per la dismissione dell'intero
sito catanese. «La Pfizer — riepilogano — è presente a Catania con lo storico stabilimento che nacque 50 anni fa come Cyanamid Italia. La Pfizer è il più grosso gruppo farmaceutico del mondo, ma questo per noi non ha costituito una garanzia di sviluppo produttivo ed occupazionale, Dopo l'acquisizione di Wyeth, Pfizer ha dismesso stabilimenti e centri di ricerca, ha ridimensionato siti e risorse, in certi casi drasticamente. La prosecuzione' dell'esistenza dello stabilimento di Catania è dipesa da una decisione presa nel chiuso di una stanza del quartier generale newyockese della multinazionale. La nuova gerenza della Wyeth aveva già prodotto rivoluzioni. all'interno dell'azienda. «L'acquisizione di Wyeth 'da parte di Plizer ha modificato la mission del sito, da produzione di farmaci coperti da brevetto a produzione di generici, cosa che implica una notevole riduzione dei costi di produzione, Già questo aveva, determinato un vasto processo di riorganizzazione messo in atto dall'azienda che, grazie all'impegno e alla nostra determinazione ha prodotto, in sede negoziale, soluzioni che hanno garantito il saldo occupazionale zero (con prospettive di un saldo positivo a breve termìne).
E' stato, infatti, necessario fare ritorso alla Cigs per 80 lavoratori garantendo loro il rientro futuro
nel posto di lavaro. Si tratta di un sacrificio fatto dai lavoratori per poter portare al traghettamento dell'azienda verso una nuova fase'di espansione e finalizzato all'aumento della produttività dello stabilimento, senza la quale nessun futuro verrebbe ad essere garantito, Ma se le cose accadute ieri non dovessero rispondere alla visione suddetta — concludono le organizzazioni sindacali — potremmo rimettere in discussione l’ utilità dello stesso strumento individuato».
R. Jannello
La Sicilia 03/02/11

Pfizer, luci e ombre. I sindacati: garanzie per tutti i lavoratori

••• C'è apprensione sul destino dello stabilimento Pfizer alla zona industriale. Ad alimentare la preoccupazione è stata la conferma, da parte dei vertici della multinazionale del farmaco, della volontà di cedere il centro di tossicologia a terzi.
Per il centro di tossicologia, che attualmente impiega una ottantina di dipendenti, secondo quanto
affermano dalla Pfizer, «sono in corso trattative per trasferirei! sito a terze partiqualificate».
Rassicurazioni, quelle dell'azienda, che non lasciano tranquilli i sindacati che ieri hanno lanciato un appello all'associazione degli imprenditori e alle istituzioni regionali e locali: «perchè si apra un
confronto a tutto campo per garantire chela Pfizer continui la sua missione mantenendo il sito nella sua piena unità pergarantirne prospettive produttive e occupazione».
I sindacati, che nei mesi scorsi avevano siglato con la Pfizer un accordo che prevedeva il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per 80 lavoratori, in vista di una riorganizzazione e di una successiva espansione dello stabilimento etneo, si dicono pronti a rimettere in discussione quell'accordo.
«L'azienda ci ha comunicato che il centro di tossicologia sarà dismesso, e se non si trovasse l'acquirente definitivamente chiuso — affermano i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rispettivamente Angelo Villari, Alfio Giulio, Angelo Mattone e Carmelo Mazzeo —il laboratorio, che vive all'interno del sito da sempre, è stato considerato storicamente come un fiore all'occhiello per lo stabilimento di Catania».
«Pare evidente — continuano i sindacalisti — che assistiamo ad una vera azione di smantellamento dello stabilimento. Solo il mantenere intatto e unico!'intero stabilimento, permetterà al sito catanese di essere competitivo nei costi e nelle strategie»,
«Per questa ragione — concludono i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl — ci batteremo affinché non si consumino cessioni di rami da' azienda che impoverirebbero la stabilità del sito portandone alla sua inevitabile chiusura». ("MClA")
Giornale di Sicilia 03/02/11

mercoledì 2 febbraio 2011

Caso Pfizer, appello dei sindacati “La multinazionale continui la sua missione a Catania”


La Pfizer dopo avere acquisito la wyeth a livello mondiale, è oggi presente a Catania con lo storico stabilimento che nacque 50 anni fa come Cyanamid Italia.

La Pfizer è il più grosso gruppo farmaceutico esistente al mondo, ma questo per Catania non ha costituito una garanzia di sviluppo produttivo ed occupazionale. Dopo l’acquisizione di Wyeth, Pfizer a livello italiano (ed internazionale) ha dimesso stabilimenti e centri di ricerca, ha ridimensionato siti (in certi casi drasticamente così come è avvenuto per gli informatori scientifici del farmaco) e la propria forza lavoro.

La prosecuzione dell’esistenza dello stabilimento di Catania , così come quella di tutti gli altri siti sparsi nel mondo, è dipesa da una decisione presa nel chiuso di una stanza del quartier generale newyorkese della multinazionale.

L’acquisizione di Wyeth da parte del colosso della farmaceutica ha modificato la missione del sito, da produzione di farmaci coperti da brevetto a produzione di generici, cosa che implica una notevole riduzione dei costi di produzione. Già questo aveva determinato un vasto processo di riorganizzazione messo in atto dall’azienda che, grazie all’impegno ed alla determinazione delle organizzazioni sindacali di categoria e confederali, ha prodotto, in sede negoziale, soluzioni che hanno garantito il saldo occupazionale zero (con prospettive di un saldo positivo a breve termine).

E’ stato, infatti, necessario fare ricorso alla cassa integrazione straordinaria per 80 lavoratori garantendo loro il rientro sul posto di lavoro dopo la chiusura della cassa integrazione. Si tratta di un sacrificio fatto dai lavoratori per poter portare al traghettamento dell’azienda verso una nuova fase di espansione e finalizzato all’aumento della produttività dello stabilimento, senza la quale nessun futuro verrebbe ad essere garantito.

Ma se questo fine ultimo per le cose che diremo accadute ieri non dovessero rispondere alla visione suddetta, potremmo rimettere in discussione la utilità dello stesso strumento individuato. Infatti, lo scorso 1 febbraio 2011, l’azienda ha comunicato alle organizzazioni sindacali che il centro di ricerca di Catania sarà dimesso, e se non si trovasse l’acquirente definitivamente chiuso.

Il laboratorio, che vive all’interno del sito da sempre, è stato considerato storicamente come un fiore all’occhiello per lo stabilimento di Catania e per la sua valenza politica e per i finanziamenti da questo portati ed utilizzati al fine non solo del laboratorio ma dell’intero sito. Ribadiscono inoltre che lo stabilimento di Catania ha ancora in discussione il destino di un’altra importante divisione dell’Animal Health anch’essa insita ed organica all’unità dello stabilimento.

Pare evidente, dichiarano le organizzazioni sindacali di tutte le sigle: CGIL, CISL, UIL e UGL, di categoria e confederali, che assistiamo ad una vera azione di smantellamento dello stabilimento. Solo il mantenere intatto e unico l’intero stabilimento, permetterà al sito catanese di essere competitivo nei costi e nelle strategie.

Per questa ragione CGIL, CISL, UIL e UGL, di categoria e confederali, si dichiarano contrari e si batteranno affinché non si consumino cessioni di rami da’azienda che impoverirebbero la stabilità del sito portandone alla sua inevitabile chiusura; ed è per questo che chiedono all’azienda, all’associazione degli imprenditori alla quale essa è iscritta, alle istituzioni regionali e locali di aprire un confronto a tutto campo per garantire che a Catania questa importante e storica multinazionale del settore farmaceutico continui la sua missione mantenendo l’intero sito nella sua piena unità per garantirne prospettive produttive e occupazione.

Vogliamo certezze sul sito di Catania - Vogliamo che la ricerca non venga dismessa

“Per Pfizer impegno in ricerca vuol dire rispondere ai bisogni della società, anticipare le risposte e individuare soluzioni terapeutiche efficaci e sicure, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei pazienti.
È per questo motivo che Pfizer impiega molte delle sue risorse nel settore della ricerca e dello sviluppo, distinguendosi come l'azienda farmaceutica che più investe in ricerca e sviluppo, con circa 8 miliardi di dollari nel 2008”.
Questo è quanto recita il sito ufficiale di Pfizer Italia. Ma evidentemente questa vocazione alla ricerca è circoscritta solo a UK e USA. Nel resto del mondo essa non ha valore.
Riteniamo che la ricerca debba essere mantenuta in Sicilia, e che il Governo Regionale e quello Nazionale, debbano essere coinvolti per impedire che una risorsa ad alto contenuto biotecnologico, quale il centro di ricerca della Wyeth di Catania, non venga dismesso con un colpo di gomma. Il nostro territorio non può permettersi di ridurre il livello teconologico e di perdere le alte professionalità nel settore della ricerca. La posizione della Filctem CGIL è quella di creare un distretto chimico farmaceutico per legare saldamente al territorio le industrie che oggi vi operano. Questo partendo dal presupposto che la ricerca sia il vero volano dello sviluppo industriale.
Riteniamo inoltre che la cancellazione della ricerca a Catania,da parte di Pfizer, sia un problema oltre che produttivo ed industriale, anche sociale. Questa terra ha bisogno di sviluppo tecnologico, industriale, scientifico. Bisogna garantire una prospettiva di futuro non solo agli 80 lavoratori che lavorano nel centro di ricerca, ma anche un futuro di sviluppo per i giovani ricercatori.
Siamo convinti che la dismissione del centro ricerca, sia un preludio ad uno smantellamento su vasta scala dell’intero stabilimento di Catania.La nostra ipotesi è che se si affermerà questa logica, il prossimo passo sarà la dismissione dell’Animal Health che ad oggi non ha nessuna certezza che vada oltre la fine di quest’anno e che presto possano essere messe in atto esternalizzazioni di parti consistenti dello stabilimento. E per chi conosce lo stabilimento della Pfizer di Catania, sa bene che queste non sono ipotesi campate in aria ma che, purtroppo hanno un serio fondamento.
Possiamo solo opporci a questa logica basata solo su utili e profitti fatti da un manipolo di miliardari d’oltre oceano e noncurante degli effetti che scelte fatte sulla base di fredde considerazioni finanziarie si ripercuotano sui lavoratori e sul tessuto socio-economico del nostro territorio. PRETENDIAMO DI CONOSCERE IL REALE PIANO INDUSTRIALE COMPLESSIVO DELLA PFIZER, RIGUARDO IL SITO DI CATANIA CHE VADA OLTRE LE APPREZZABILI MA PARZIALI PREVISIONI DI SVILUPPO DELLA PRODUZIONE FARMACEUTICA.
La Filctem, insieme a tutta la CGIL ed insieme alle altre organizzazioni sindacali si impegnerà sino in fondo e lotterà con forza e determinazione per garantire che il centro di ricerca venga mantenuto a Catania e che lo stabilimento non venga spezzettato e dismesso step by step.

martedì 1 febbraio 2011

La Filctem CGIL ritiene inaccettabile la dismissione della ricerca da parte di Pfizer a Catania

Pochi giorni fa abbiamo celebrato il nostro Comitato Direttivo Provinciale in cui abbiamo messo in luce i gravi problemi del tessuto produttivo industriale della provincia di Catania. In occasione dell’iniziativa, è stato prodotto un dossier, presentato anche alla stampa, in cui tra le tante problematiche si affrontava il problema della farmaceutica catanese. Per quanto riguarda la Pfizer di Catania in particolare, il dossier recita testualmente: “pensiamo che, la strategicità e la competitività dello stabilimento della Pfizer di Catania si è mantenuta negli anni e si può continuare a mantenere, solo grazie alla natura composita e differenziata di questa fabbrica. In questa sono presenti ad oggi una divisione per farmaci iniettivi (antibiotici e non) ad uso umano, una per la produzione di principi attivi veterinari ed un centro di ricerca di eccellenza a livello europeo. È su questo punto che, a nostro avviso, il Piano Industriale della Pfizer di Catania presenta alcune “ombre”: infatti non riscontriamo certezze sul futuro di due divisioni su tre (Veterinaria e centro di ricerca): la FILCTEM di Catania ritiene che se venisse a mancare l'integrità del sito verrebbe a cadere la competitività dello stesso, mettendone seriamente in discussione le prospettive di esistenza.”
E’ di oggi l’informazione che Pfizer decide di vendere o addirittura di chiudere il centro di ricerca. E del resto ha già chiuso tutti quasi tutti i centri di ricerca acquisiti sul territorio nazionale. Le “ombre” di cui noi parlavamo si sono drammaticamente concretizzate. Ugo Cosentino, Presidente e AD di Pfizer Italia, una volta insediatosi in tale carica, rilasciò un’intervista in cui dichiarò, tra le altre cose, che per Pfizer la ricerca è un cardine importante anche a livello italiano. Ma i fatti smentiscono enormemente tali dichiarazioni.
La nostra posizione non può che essere assolutamente contraria alla cessione di qualsiasi ramo di azienda. Riteniamo che la ricerca sia un valore aggiunto. Senza la ricerca, lo stabilimento di Catania verrebbe a perdere un pilastro importante che in prospettiva mette in forse l’intera esistenza dello stabilimento. Riteniamo che la dismissione della ricerca ridurrebbe il sito ad una semplice officina farmaceutica che in qualsiasi momento potrebbe essere delocalizzata ovunque. Inoltre, si intravede un disegno di smantellamento graduale dello stabilimento: oggi la ricerca, domani l’Animal Healt, poi le esternalizzazioni di servizi di vario tipo… è la morte dello stabilimento.
La Pfizer è la seconda realtà industriale della provincia di Catania. Questo territorio non può permettersi la dismissione di questa realtà produttiva. Tutti devono fare la propria parte: la politica, le istituzioni, le parti sociali…
Noi di sicuro ci opporremo con tutti i mezzi allo smantellamento graduale del sito, coinvolgendo le istituzioni ai loro massimi livelli. L’integrità dello stabilimento della Pfizer di Catania non si tocca!!!