FILCTEM-CGIL

Benvenuti nel sito ufficiale della FILCTEM-CGIL dedicato al comparto chimico e farmaceutico della provincia di Catania. Questo blog è un prodotto amatoriale, non è una testata giornalistica né un prodotto editoriale; ad esso non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47 né, tantomeno, l’art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62, poiché l'aggiornamento dei testi non ha periodicità regolare. Questo sito è espressione ufficiale della FILCTEM CGIL di Catania ed è curato da un apposito Comitato di Redazione in accordo alle linee politiche della Segreteria Provinciale.
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lunedì 12 novembre 2012

CGIL: sciopero generale di 4 ore

La FILCTEM-CGIL di Catania, aderisce allo sciopero articolandolo nelle ultime 4 ore di ogni turno lavorativo. Di mattina sit-in presso la prefettura.


lunedì 15 ottobre 2012

LAVORO PRIMA DI TUTTO ! IL 20 OTTOBRE TUTTI A ROMA

CAMBIARE L'AGENDA DEL GOVERNO MONTI: "DALLA CRISI NON SI ESCE RIDUCENDO IL LAVORO". IN PIAZZA LA VOCE DI OPERAI, TECNICI, RICERCATORI, GIOVANI, DONNE, PRECARI.
"Il lavoro prima di tutto", è lo slogan efficace che la Cgil ha scelto per tornare in piazza San Govanni, a Roma, per una grande manifestazione nazionale sabato 20 ottobre dalle ore 10,30 alle 17,30. Una mobilitazione che nasce dall'esigenza di riunificare le tante vertenze aperte, ripartendo appunto dal lavoro, vera e propria assoluta priorità.
Il 20 ottobre la Cgil porterà in piazza le testimonianze delle diverse realtà italiane che ogni giorno fanno i conti con una crisi che sta mettendo in ginocchio interi territori. Sarà inoltre occasione per dare voce ai tanti lavoratori che in questi giorni stanno portando avanti azioni di protesta per difendere il loro posto di lavoro ed essere ascoltati. La manifestazione sarà conclusa dal segretario generale Susanna Camusso.

martedì 25 settembre 2012

CCNL Chimico: secondo il Comitato Direttivo della Filctem-CGIL nazionale, è da rivedere

Il comitato Direttivo della Filctem ha espresso un "giudizio negativo" sull'esito del negoziato
per il rinnovo del contratto dei lavoratori chimici e farmaceutici. L'intesa era stata raggiunta lo scorso 22 settembre dalla segreteria insieme agli altri sindacati e alle associazioni imprenditoriali. Il 24 settembre, però, il Direttivo ha votato all'unanimità, con 9 astenuti, un documento nel quale "evidenzia la palese distanza tra i contenuti del documento votato dal Direttivo Nazionale dell'8 novembre 2011 e il testo sottoscritto".

Il Direttivo del sindacato di categoria "ritiene imprescindibili alcune modifiche sostanziali al testo concordato e impegna la Segreteria per la loro realizzazione".
"Nel merito dei punti sottoelencati - si legge nel documento - il Comitato Direttivo esprime un giudizio negativo sull'esito del negoziato e chiede una significativa modifica:
- derogabilità del CCNL : vanno indicate chiaramente le materie delegabili alla contrattazione di secondo livello così come demandato nell'accordo del 28 giugno, fermo restando l'unicità del CCNL e contestualmente vanno definite tra le parti le nuove regole per le RSU .


- nuova occupazione giovanile : va modificato radicalmente l'impianto contrattuale, laddove sono previste norme modificative del CCNL che determinano, di fatto, forme di "salario d'ingresso" e normative diverse per i giovani .


-la costituzione di fondi bilaterali aziendali, il cui scopo potrebbe determinare il venir meno del principio di universalità del sistema di protezione sociale, quali gli ammortizzatori.
Nell'insieme - prosegue il documento - l'impianto contrattuale appare più come un documento politico e di "buoni auspici" tra le parti anziché la determinazione di regole chiare e condivise utili a dare certezze ai lavoratori e alle lavoratrici dei loro diritti e consegnare alla contrattazione di secondo livello un mandato sulle loro prerogative contrattuali. Per queste ragioni e vista l'importanza del rinnovo del CCNL Chimico Farmaceutico nel quadro della stagione contrattuale della nostra e delle altre categorie , oltre che del dibattito in materia di produttività aperto dal Governo che investe le parti sociali , il Direttivo Filctem impegna la Segreteria a ricercare soluzioni di merito che modifichino i punti di criticità dell'accordo in tempi rapidi .
Se ciò non si dovesse determinare - conclude il documento approvato - il Comitato Direttivo dovrà esprimere un parere vincolante per la definitiva conferma al testo contrattuale".

Scarica il documento del Direttivo Nazionale della Filctem

Scarica la nota della CGIL Nazionale

venerdì 27 luglio 2012

BUON COMPLEANNO BLOG




Quattro anni fa è iniziato il nostro viaggio negli spazi virtuali della rete. Si trattò di una scommessa, ma non avremmo mai pensato che il blog che in questi giorni ha compiuto il quarto anno di vita, diventasse uno strumento così utilizzato dai lavoratori a cui è diretto ed allo stesso tempo potesse fungere da archivio di quattro anni di vicende industriali e di relazioni sindacali dello stabilimento di Catania.
Quattro anni intensi, difficili, carichi di problematicità. Quattro anni che hanno cambiato oltre che il nostro stabilimento, il Paese e l’intero mondo. Quando iniziammo a gestire questo blog, Pfizer era solo la più grossa azienda del settore, ai più nota per essere produttrice del Lipitor o del Viagra. Quando iniziammo a scrivere su queste pagine virtuali, la moda del social network era ancora (almeno da noi) poco seguita, cosa fosse lo spread era ignoto a molti ed i telefoni avevano ancora i tasti…
Quando iniziammo  a pubblicare su questo sito, all’interno dello stabilimento c’era una sola azienda… come sappiamo adesso sono due e presto potrebbe esserci la terza!
Questo quarto compleanno cade in un momento delicatissimo: è stata fatta una riorganizzazione intensa che ha causato la messa in mobilità di tanti colleghi, il centro di ricerca è stato ceduto alla Myrmex, l’Animal Health sta subendo uno Spin-off a livello mondiale che non determina certezze sulle sorti di Catania.
E con il caldo torrido di questa estate di attesa, inizia il quinto anno di vita del blog. Ancora una volta racconteremo delle lotte e delle rivendicazioni, della quotidianità delle relazioni sindacali, degli eventi che segneranno le nostre vite professionali.
Consentiteci una riflessione su noi stessi. Qualunque cosa deve evolversi. Riteniamo, ma questo è ancora un pensiero embrionale su cui stiamo meditando, che potrebbe essere giunto il momento di operare dei cambiamenti. Ma questa cosa sarà vista in avvenire.
Auguri blog. Auguri lavoratori. W la Filctem, W la CGIL.

venerdì 18 maggio 2012

EUROPA, NASCE A BRUXELLES "INDUSTRIALL" IL NUOVO SINDACATO EUROPEO DEI LAVORATORI DELL'INDUSTRIA E DELLE MANIFATTURE


Comunicato stampa
NASCE “INDUSTRIALL – EUROPEAN TRADE UNION”,
IL NUOVO SINDACATO EUROPEO DEI LAVORATORI 
DELL’INDUSTRIA E DELLE MANIFATTURE
Eletta Valeria Fedeli (Filctem-Cgil) vice presidente del nuovo sindacato Si chiama “Industriall – European Trade Union”, il nuovo sindacato europeo dei lavoratori dell’industria e delle manifatture (oltre 8 milioni i lavoratori iscritti), frutto della fusione delle Federazioni europee dei metalmeccanici, chimici e tessili. Lo ha sancito il Congresso costitutivo tenutosi a Bruxelles lo scorso 16 maggio, che ha provveduto anche ad eleggere l’italiana Valeria Fedeli, già presidente del sindacato europeo dei tessili e vice-segretaria generale della Filctem-Cgil, nella carica di Vice presidente della nuova sigla sindacale.
“Siamo tutti consapevoli –ha esordito Valeria Fedeli nel suo intervento di apertura del Congresso costitutivo- che le risposte necessarie per i lavoratori che rappresentiamo hanno assoluta necessità della dimensione europea, perché non ci sono risposte efficaci e durature al solo livello nazionale”. 
“Ai lavoratori –ha proseguito- serve più politica europea, più sindacato europeo, più contrattazione e una politica industriale e del lavoro europea”. “Con la costituzione della nuova Federazione diventiamo tutti più forti –ha aggiunto Fedeli- e più capaci di incidere verso i soggetti europei, istituzionali e imprenditoriali, e avere più efficacia nei luoghi di lavoro”. “Ora –ha concluso la dirigente sindacale- dobbiamo dimostrare di essere all’altezza della sfida che i lavoratori si attendono, perché la crisi economica non ammette più errori, in Italia e in Europa”.

Roma, 17 maggio 2012


martedì 15 maggio 2012

Grande Fratello in fabbrica, la Cgil alla Pfizer: “Non è stato rispettato lo Statuto dei Lavoratori”

La replica di Ubaldo Falciani, della CGIL di Ascoli Piceno, in seguito alla clamorosa scoperta di una telecamera spia posizionata negli spogliatoi dell’azienda di Campolungo: “Nei prossimi giorni cercheremo un accordo”
ASCOLI PICENO – Il caso dell’azienda con le telecamere (Pfizer di Campolungo), esploso nel fine settimana scorso, ha gettato i lavoratori nello sconforto, preoccupati di fare la fine dei pesci in un acquario. Il sistema di registrazione audio-video era stato posizionato, all’insaputa degli operai, in una cassetta di derivazione elettrica all’interno dei locali adibiti a spogliatoio. Immediata la reazione delle Rsu dell’azienda che, non del tutto persuase dalle giustificazioni di Giuseppe Alloca, Legale Rappresentante dell’opificio, fanno scattare 3 ore di sciopero.
All’indomani della vicenda a fare il punto della situazione è Ubaldo Falciani, della Cgil di Ascoli Piceno: “Né Rsu e né il sindacato era stato informato del provvedimento di videosorveglianza adottato dall’azienda. Dopo la scoperta della microcamera all’interno degli spogliatoi dello stabilimento, la Direzione ha dichiarato che era autorizzata dai carabinieri. E’ molto strano, però, che la polizia giudiziaria dia autorizzazioni di questo tipo senza informare le rappresentanze sindacali, così come espressamente previsto dalle normative indicate nello Statuto dei Lavoratori, in particolare dall’articolo 4 della Legge 300″. L’articolo citato da Falciani, prevede, infatti, che le richieste di installazioni di sistemi di videosorveglianza, proposte dall’azienda per esigenze organizzative, produttive o per tutelare l’incolumità dei lavoratori, debbono essere concertate con le rappresentanze sindacali oppure con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede direttamente l’Ispettorato del Lavoro.
“Ma noi non ne eravamo informati – continua Falciani – oltretutto la direzione ha avuto un atteggiamento vago. Il rispetto delle normative deve essere assolutamente tutelato, soprattutto perchè lo Statuto dei Lavoratori è una legge dello Stato. Nessuno può negare che accordi di questo tipo siano stati siglati con altre aziende, laddove ci sia stata la necessità di adottare sistemi di videosorveglianza per preservare patrimonio aziendale e incolumità dei lavoratori. In questo caso, purtroppo e come spesso accade, i lavoratori non vengono coinvolti. Devono dirci cosa sta succedendo, e nei prossimi giorni chiederemo che venga ratificato un accordo”.

Piceno Oggi

martedì 3 aprile 2012

Elezioni RSU Pfizer Catania: TUTTI I LAVORATORI HANNO DIRITTO AD ESPRIMERE IL PROPRIO VOTO

L’azienda ha deciso che i lavoratori a tempo determinato non debbano esprimere la propria voce, nella scelta dei candidati che concorrono alle elezioni per il rinnovo della RSU. 
I lavoratori precari, oltre ad essere lavoratori di serie B in quanto del tutto ricattabili per cui privi di diritti concreti, vengono trattati dall’azienda come privi di cittadinanza e quindi senza diritto di voto. E quello che è più grave è che per togliere il diritto democratico all’espressione del voto a questi lavoratori, l’Azienda fa appello al CCNL ed al regolamento interconfederale. 
Ma in realtà, leggendo tale regolamento, gli unici lavoratori di un’azienda a non avere diritto di esprimere i propri rappresentanti sindacali sono quelli che non hanno superato il periodo di prova

La Filctem CGIL non accetta e non può accettare che ai nostri colleghi a tempo determinato venga tolto il diritto di espressione e nessuna organizzazione sindacale e nessun sindacalista può accettare queste posizioni. 

 Per questo motivo, nella riunione di oggi tra Commissione elettorale e Segreterie provinciali, si è deciso di fare ricorso all’ente istituzionale di competenza, cioè l’Ufficio Provinciale del Lavoro, per chiederne l’intervento. 
 Per questo motivo attualmente la data delle elezioni è ancora da definire.

Elezioni RSU Pfizer Catania: i sindacati convocaano l’azienda presso l’Ufficio provinciale del lavoro.

In data odierna, si è tenuto un incontro della Commissione elettorale alla presenza delle Segreterie provinciali di Filctem CGIL, Uilcem UIL e UGL Chimici, per portare al compimento il percorso per il rinnovo della RSU di stabilimento. A tal fine, vale la pena, per questioni di chiarezza e completezza, riassumere per punti, le tappe di quanto è accaduto: 
- In una riunione appositamente indetta, le segreterie provinciali di tutte e quattro le Organizzazioni sindacali, presero atto che in seguito al fatto che la maggioranza degli RSU eletti era stata sostituita (in quanto non più dipendenti della Wyeth/Pfizer in seguito a conferimento di ramo di azienda o messa in mobilità) e indicono, a norma di regolamenti nazionali interconfederali le elezioni. 
- Successivamente l’Azienda convoca le Segreterie provinciali presso Confindustria dichiarando quanto segue: 
 o I tempi determinati non hanno diritto al voto e non contribuiscono al totale dei dipendenti che in base al CCNL determina da quanti componenti debba essere composta la RSU. 
o in passato non si erano mai computati i lavoratori a tempo determinato tra gli elettori aventi diritto e che di conseguenza non avessero mai determinato il numero di RSU complessivi. 
o L’azienda voleva applicare in modo rigido CCNL, e accordi interconfederali in merito all’elezione RSU

 La reazione delle OO SS ed in particolare la CGIL si articolò nel modo seguente: 

 o Dimostrarono, avvalendosi del verbale redatto dalla commissione elettorale del 2010, il contrario di quanto affermato dall’azienda: non solo i lavoratori a tempo determinato avevano votato, ma erano stati determinanti per eleggere 16 e non 13 RSU (avevano votato circa 200 lavoratori a tempo determinato). 
 o Dichiararono che in base all’applicazione del CCNL non è necessaria una convocazione delle Segreterie in Confindustria, in quanto non è necessario discutere sull’applicazione del Contratto Nazionale, cosa che deve essere ovvia e scontata; caso mai ci si incontra per discutere di un eventuale accordo migliorativo dello stesso. 
o Dichiararono che comunque si prendeva atto delle dichiarazioni aziendali, sottolineando al contempo che l’applicazione del Regolamento Interconfederale per le elezioni RSU e del CCNL non possono che essere un doveroso obbligo e che a quelli e solo a quelli ci si sarebbe attenuti. 

La commissione elettorale, in una riunione indetta per organizzare le elezioni, dichiarò che, in base all’articolo 8 del Regolamento, i tempi determinati non solo hanno diritto di voto ma possono essere anche eleggibili. Il suddetto regolamento, infatti, preclude il diritto di voto solo ai lavoratori in periodo di prova. A causa di un’opposizione dell’azienda, la commissione elettorale ha deciso di incontrare le Segreterie provinciali per discutere il da farsi (incontro odierno). Le OO SS e la Commissione elettorale, hanno concordato di chiedere all’azienda il tabulato dei lavoratori a tempo determinato. Al rifiuto de parte della Direzione aziendale, la Commissione ha chiesto un incontro all’Ufficio Provinciale del Lavoro, in presenza delle Segreterie.

lunedì 26 marzo 2012

Camusso, il Paese è con noi, lo dicono le piazze. Il governo cambi rotta

In una intervista al quotidiano 'l'Unità' il Segretario Generale della CGIL parla dell'articolo 18 e delle iniziative di lotta che la Confederazione metterà in campo per difenderlo: "È il momento di valorizzare l’impegno dei lavoratori a difesa di un principio: che venga colpito il licenziamento illegittimo"

 Applausi e ancora applausi per Susanna Camusso, applausi anche dalla platea di Cernobbio, dal Forum di Confcommercio, quando ha ripetuto che è ora di discutere di ripresa, dei modi per avviare una crescita del Paese e ha ricordato che gli strumenti sono il rilancio degli investimenti e una politica fiscale che risparmi il lavoro e che abbassi le aliquote Iva. Applausi incoraggianti, Segretario? Vuol dire che si sta realizzando, magari occasionalmente, qualcosa di simile ad un’alleanza per il lavoro? Da leggere insieme con le prime caute dichiarazioni del nuovo presidente di Confindustria, Squinzi. Insieme con le stesse voci di disaccordo che si sarebbero levate all’interno dello stesso consiglio dei ministri. Sperate che il Parlamento possa tenerne conto? «Parlerei di un sentimento comune che non appartiene solo ai lavoratori. Ne abbiamo le prove, lo dicono anche i sondaggi. In gran parte del Paese si riconosce cioè come sia sbagliato pensare di ridurre le tutele in questa stagione di crisi, come un passo di questo genere inasprisca la condizione di tanti. Ci auguriamo che il Parlamento dia ascolto a queste volontà». Intanto avete confermato sedici ore di sciopero. «Sedici ore di sciopero, mentre si intrecciano tante iniziative di lotta. Pensiamo a scioperi in contemporanea in tutti i territori, mentre si discute in Parlamento. Immaginiamo altre proteste, eserciteremo la fantasia. Promuoveremo una raccolta di firme, chiederemo sostegno a quanti possono. Abbiamo apprezzato, ad esempio, la lettera di un gruppo di giuristi, con chiarezza contro le modifiche all’articolo 18». Proteste ci sono già state, proteste spontanee di lavoratori sono le diverse sigle sindacali. Vuol dire che l’unità del sindacato si va ricomponendo dal basso? «Rispetto al tema dell’unità sindacale la sensibilità dei lavoratori è sempre alta. La reazione, per tante categorie, è stata unitaria. È un insegnamento? Bisogna andare avanti. Certo se si fosse mantenuta, al tavolo della trattativa, una opinione comune, non sarebbe finita così, perché il governo non avrebbe avuto la forza di accelerare i tempi su una proposta non condivisa. Ma non è il momento di recriminare. È il momento invece di valorizzare l’impegno dei lavoratori a difesa di un principio: che venga colpito il licenziamento illegittimo. E qui aggiungo qualcosa, perché mi pare d’assistere a una gran confusione, mentre il problema è chiarissimo: non è questione di distinguere tra licenziamenti per motivi economici, licenziamenti disciplinare, licenziamenti discriminatori, il punto è l’illegittimità del licenziamento, a qualsiasi categoria appartenga. Se il licenziamento è illegittimo, se l’illegittimità è stata accertata, sarà diritto del più debole, cioè del lavoratore, scegliere tra reintegro e indennizzo». Considerando che, tolto di mezzo il reintegro, scatteranno solo licenziamenti per ragioni economiche… Siamo nel paese dei furbi… «Infatti non accetto il ragionamento che in tanti fanno contro di noi, spiegando che non si può fare una legge in ragione del fatto che esistono i furbi, per impedire le loro furbizie. Mi pare che una legge si possa fare anche per colpire le devianze. Non siamo un Paese di assassini,male leggi contro l’omicidio non mancano. E poi una segnalazione la vorrei fare: il governo ci rassicura che non saranno consentiti gli abusi, che le maglie saranno strette. È un’intenzione degna del massimo rispetto. Ma è un’intenzione che rivela anche il timore che abusi se ne compiano, perché la norma consente evidentemente gli abusi. Siamo al riconoscimento della debolezza e della insostenibilità della legge, alle quali si può rimediare stabilendo che è l’illegittimità che si sanziona, a prescindere dalle motivazioni del licenziamento…» La discussione è aspra, anche perché capita in mezzo ad una crisi pesantissima e dopo una legge di riforma delle pensioni, che Raffaele Bonanni ha definito crudele… Non hanno scelto il momento sbagliato? «Qui sta il punto. Si vuole andare ad una riforma che non produrrà alcune effetto sulla crescita del Paese…». Il ministro non vi ha presentato una bella tabellina indicando le previsioni di espansione del mercato del lavoro, riformato come si deve l’articolo 18? «Nessuna tabella perché nessuno è in grado di fornirla, per la semplice ragione che effetti benefici non ce ne saranno. Siamo da capo, con una riforma del lavoro, ma senza crescita, che si aiuta per altre vie, dal fisco meno pesante sulle buste paga alla riduzione dell’Iva, dagli investimenti alle infrastrutture, dalla lotta alla corruzione all’innovazione e alla formazione. E per quanto riguarda le pensioni, si è prodotta una riforma che ne cancella il valore di welfare sociale, allungando i tempi del lavoro proprio quando viene meno il lavoro, creando una serie ingiustizie, violando diritti in essere, cancellando le fondate e motivate aspettative di migliaia di persone». Lei ha denunciato il rischio che si inasprisca la tensione nel Paese. «Il rischio c’è, se ad esempio nel lavoro invece di creare stabilità si vanno a introdurre ragioni di incertezza e di ansia, se per liberalizzare si sostiene l’idea di tener negozi aperti ventiquattro ore su ventiquattro, in un sistema del commercio che non è in grado di sostenere un simile peso, con la manovra sulle pensioni. Certo che c’è il rischio che la tensione salga, perché si continua nell’idea che si possa dividere il Paese. Noi abbiamo sempre dato molto peso alla convinzione di un accordo e, invece, abbiamo visto che il governo questa convinzione non la coltivava». Spiegazione di alcuni: si fa tutto per lo spread e per l’Europa, quasi su dettatura dell’Europa. Massimo Riva ha scritto che per inseguire l’Europa siamo diventati più tedeschi dei tedeschi. È d’accordo? «La sensazione che si voglia fare la parte dei primi della classe. Poi succede che un intervento come quello sulle pensioni ci allontana addirittura dall’Europa. Se si vuole intervenire sull’articolo 18, si prenda pure a modello un Paese vicino al nostro, un Paese industriale, un paese come la Germania, ma si rispetti il modello che è molto più favorevole al lavoratore e non cancella affatto l’opzione del reintegro». Il “Corriere”, un paio di giorni fa ha brindato alla fine della concertazione. La concertazione è morta? «Sono sempre convinta che la concertazione sia una risorsa per la democrazia e che assolutamente non condizioni o limiti le prerogative del Parlamento. La concertazione si regge sulla mediazione. Bisogna essere convinti del valore della mediazione e cercarla». Che cosa si attende dalla nuova Confindustria? Squinzi, senza dichiarar nulla, è stato chiaro sull’articolo 18, ma anche sull’importanza della contrattazione nazionale. «Dopo una stagione difficile, spero in una ripresa delle relazioni in coerenza con quanto s’è ipotizzato con l’accordo del 28 giugno. Il nuovo presidente di contratti nazionali ne ha firmati molti, riconoscendo che proprio i contratti nazionali sono strumenti di regolazione di una competizione sana, corretta, trasparente ». Come si è trovata a tavola, a Cernobbio, con Monti, con due ministri, Gnudi e Profumo, con Alfano, con Sangalli, presidente di Confcommercio,e poi con Bersani. S’è parlato di riforma del lavoro? «Mi è parso che il Presidente del consiglio non ne avesse alcuna intenzione e quindi il tema è rimasto lontano da quella tavola. S’è parlato soprattutto di calcio. Sangalli è milanista e aspettava la partita».
L'unità 25/03/2012 

Ordine del giorno conclusivo del Comitato Direttivo CGIL nazionale del 21 marzo 2012 (su Articolo 18)

Il Comitato Direttivo nazionale della CGIL valuta grave e inaccettabile, per ragioni di metodo e di merito, il modo con il quale il Governo ha inteso concludere il negoziato sulle modifiche legislative del mercato del lavoro. Mentre il Paese precipita nella recessione, anche per le scelte compiute dallo stesso Governo, si è deciso di guardare ai mercati finanziari e di garantire le scelte sbagliate di politica economica europea non dando alcun valore alla coesione sociale nella prossima fase del Paese, in assenza di politiche di crescita che diano risposte all’occupazione e al Sud. Infatti il Governo non ha mai inteso modificare in alcun modo le proprie proposte sull’art. 18 con l’obiettivo di rendere più facili i licenziamenti ingiustificati. Mentre sono state accolte buona parte delle richieste di Confindustria e delle piccole imprese il Governo si è mosso in continuità con le sue precedenti scelte. Con la modifica del sistema pensionistico, con le liberalizzazioni per quanto riguarda i lavoratori del trasporto pubblico e del commercio, con le iniziative fiscali reintroducendo l’Imu sulla prima casa, aumentando le aliquote Irpef regionali e comunali, aumentando l’Iva e le accise sulla benzina, si è voluto scaricare sul lavoro e sui pensionati l’emergenza finanziaria frutto anche del fallimento del Governo precedente. Il giudizio di merito che si può dare sull’insieme del negoziato è il seguente: - c’è un’evoluzione, che per noi certo non basta, delle forme di precarietà in ingresso, dovuta alle richieste del Sindacato, ed in particolare della CGIL, durante il negoziato; - è sempre grazie al nostro lavoro che è dovuto il miglioramento per durata e quantità dell’ASPI (il nuovo assegno di disoccupazione) rispetto all’attuale IDO anche se non è ancora garantita l’universalità degli ammortizzatori sociali in particolare modo per gli attuali precari e per i lavoratori delle piccole imprese mentre si sono pesantemente indebolite le tutele dei lavoratori più anziani e si restringono quelle oggi operanti nel Mezzogiorno (anche se siamo riusciti a spostare il tutto al 2017) 1- si è demolito l’effetto di deterrenza dell’art. 18 quale diritto ad una tutela per far valere l’insieme dei diritti, aprendo all’unilateralità del potere aziendale nella vita concreta nei luoghi di lavoro. Si apre oggi una grande battaglia e una grande sfida nel Paese e nella comunicazione, nei territori e nei luoghi di lavoro. L’obiettivo di questa battaglia deve essere quello di radicali proposte di modifica ai provvedimenti del Governo da presentare all’insieme del Parlamento. Tali modifiche dovranno innanzitutto riguardare la conferma e il miglioramento dei risultati ottenuti sulla precarietà garantendo prospettive di qualità per il lavoro dei giovani, l’universalità del sistema degli ammortizzatori verso i precari e le piccole imprese e il reinserimento della mobilità per i lavoratori over 50. Sui licenziamenti le modifiche dovranno riguardare la ricostruzione dell’effetto di deterrenza dell’art. 18 a partire dalla riconquista della reintegra come diritto essenziale per la tutela dei lavoratori coinvolti nel licenziamento. Il Comitato Direttivo della Cgil proclama 16 ore di sciopero per tutti i settori, parte delle quali verranno concentrate in un’unica giornata con manifestazioni territoriali in una data a breve decisa dalla Segreteria nazionale sulla base dei calendari parlamentari. Il Comitato Direttivo della CGIL chiama tutta l’Organizzazione a gestire le ore di sciopero per una fase di mobilitazione assolutamente straordinaria attraverso una campagna massiccia di assemblee, anche con ore di sciopero, una raccolta di firme che demistifichi la campagna che i provvedimenti vanno a favore dei giovani e dei precari, iniziative verso le singole imprese perché manifestino dissenso per le scelte del Governo sui licenziamenti, manifestazioni davanti al Ministero del Lavoro dei lavoratori in accordi di mobilità, in esodo o licenziati, oltre a tutti quelli che oggi sono rimasti 2coinvolti o imprigionati dalla modifica delle pensioni in lunghi periodi senza nessuna tutela del reddito, manifestazioni davanti al Ministero della Funzione Pubblica e della Pubblica Istruzione per i contratti pubblici e per la riduzione della precarietà nel pubblico impiego, articolazioni di scioperi aziendali, territoriali e categoriali con l’obiettivo di rendere diffusa ed evidente la mobilitazione nel Paese con un forte coordinamento confederale nazionale. A conclusione di questo percorso il Direttivo nazionale della CGIL si riconvocherà per valutare la fase e le ulteriori iniziative che verranno ritenute necessarie.

mercoledì 21 marzo 2012

L'articolo 18 non si tocca

Diciamo no perché la proposta del governo smonta l'articolo 18. Riforma squilibrata


L'obiettivo principale del governo sembra essere proprio quello di introdurre la libertà di licenziamento. La riforma è squilibrata anche per quanto riguarda il superamento del dualismo del mercato del lavoro. Lo ha spiegato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, ieri sera (20 marzo) alla fine dell'incontro a palazzo Chigi con il governo. Oggi alle ore 15, presso la sede della CGIL Nazionale a Roma, conferenza stampa di Susanna Camusso sullo stato del confronto per la riforma del mercato del lavoro - La CGIL si prepara a una mobilitazione dura che cambi le norme del governo.
L'obiettivo principale del governo sembra essere proprio quello di introdurre la libertà di licenziamento. La riforma è squilibrata anche per quanto riguarda il superamento del dualismo del mercato del lavoro. Lo ha spiegato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, ieri sera (20 marzo) alla fine dell'incontro a palazzo Chigi con il governo.
Con la proposta governativa - ha spiegato il Segretario Generale - viene meno l'effetto "deterrente" dell'articolo 18. E' anche molto significativo il fatto che la parte relativa all'articolo 18 non sia mai stata davvero messa in discussione e che il problema della lunghezza dei processi sia stato dirottato verso la riforma della giustizia. Come per le pensioni, ancora una volta i prezzi più alti si chiedono ai lavoratori. Ora la parola passa al direttivo.
Giovedì nuovo appuntamento. Non ci sarà un accordo da sottoscrivere, ma una "verbalizzazione". Poi si andrà in Parlamento.
Oggi, mercoledì 21 marzo, presso la sede della CGIL Nazionale a Roma in Corso d'Italia 25 alle ore 15 il Segretario Generale, Susanna Camusso, terrà una conferenza stampa sullo stato del confronto per la riforma del mercato del lavoro.