FILCTEM-CGIL

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lunedì 15 ottobre 2012

"NERVIANO MEDICAL SCIENCES": 600 RICERCATORI LAVORANO MA NON RICEVONO PAGA DA QUATTRO MESI

Tra le grane  che in questi giorni colpiscono il "Pirellone" c'è anche la vicenda dei 600 ricercatori del Nerviano Medical Sciences (in provincia di Milano), il centro di ricerche di proprietà della Fondazione regionale per la ricerca biomedica, che fa capo alla Regione Lombardia. Il 12 ottobre i ricercatori hanno deciso di incrociare le braccia e scendere in piazza manifestando lungo la statale del Sempione. "Chiediamo un tavolo alla Regione Lombardia - dice Rosalba Cicero, segretaria generale Filctem-Cgil Lombardia - per sbloccare quei soldi che la Regione ha trasferito alla Fondazione e che là sono rimasti fermi". "Gli impegni recenti assunti dal Governo per dare continuità al tavolo di approfondimento sulla farmaceutica - aggiunge Roberto Bricola, della Filctem-Cgil nazionale - devono trovare particolare attenzione da parte dell'esecutivo, perchè  non sono più rinviabili le questioni strategiche della ricerca e dell'innovazione".

mercoledì 30 novembre 2011

Farmaci: sos Farmindustria, 8mila posti di lavoro a rischio

ANSA) - ROMA, 29 NOV - E' "allarme" occupazionale nel nostro Paese per il settore farmaceutico, con importanti aziende che starebbero "seriamente" pensando di delocalizzare nei prossimi mesi e di dirigere i propri investimenti altrove. A lanciarlo e' il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, a margine del Meeting "Bioeconomy Rome", secondo il quale senza inversioni di tendenza i posti di lavoro a rischio nei prossimi anni potrebbero essere circa 8mila. "Purtroppo ho dei segnali abbastanza spiacevoli soprattutto per il prossimo futuro, mi riferisco ai prossimi 6 mesi, perche' ci sono aziende anche importanti che stanno pensando seriamente di delocalizzare", rivela il presidente di Farmindustria, sottolineando che "stiamo vivendo una crisi profonda" e che "negli ultimi anni abbiamo avuto molte manovre economiche contro, che abbiamo sopportato ma che sono costate investimenti e una perdita di circa 8mila posti di lavoro". Ed e' proprio una eventuale nuova ricaduta in termini occupazionali a preoccupare Scaccabarozzi: "i segnali, se guardiamo al passato, sono preoccupanti. Negli ultimi anni - ribadisce - si sono persi circa 8mila posti di lavoro. Ora e' difficile fare stime precise sul futuro, anche perche' non conosco i piani aziendali, ma il rischio e' che nei prossimi anni si possano perdere altrettanti posti di lavoro". (ANSA).

lunedì 7 febbraio 2011

Incontro Segreterie Confederali e di Categoria di CGIL, CISL, UIL e UGL sulla vertenza Pfizer.

Oggi si è tenuto un incontro tra tutti i segretari di categoria e confederali di CGIL, CISL, UIL e UGL per discutere della vertenza Pfizer. L’incontro è stato importante e molto utile, in quanto si è fatto il punto sulla sempre più complessa vertenza Pfizer.
In primo luogo tutte le sigle sindacali hanno ribadito la loro assoluta contrarietà alla dismissione della ricerca da parte di Pfizer in quanto la ricerca rappresenta un cardine che ha contribuito e contribuisce alla strategicità dello stabilimento di Catania. Inoltre tutti i sindacati si dichiarano contrari a qualsiasi smembramento dell’azienda che sia esso dismissione o esternalizzazione.
Inoltre, è stata stigmatizzato il comportamento di Pfizer Italia che a 2 anni dall’acquisizione non ha mai ritenuto opportuno un confronto ufficiale con le OO SS locali e nazionali, demandando tutto alla trattativa interna allo stabilimento, cosa che non è accaduta per lo stabilimento di Aprilia e l’assenza di comunicazioni alle OO SS della decisione di dismettere il centro ricerche tossicologiche.
E’ stata manifestata anche una forte preoccupazione sulla reale politica industriale di Pfizer riguardo lo stabilimento di Catania, in quanto c’è il rischio non ipotetico ma concreto di una volontà di smobilitazione graduale.
E’ stato sottolineato anche che l’Ing. Galizia, AD del sito di Catania, nel suo recente comunicato diffuso a mezzo stampa, abbia messo in luce soltanto i progetti di espansione del settore farmaceutico ad uso umano, liquidando solo con una battuta il disimpegno dalla ricerca e non menzionando minimamente le prospettive che riguardano l’Animal Health. E quest’ultima divisione ha la certezza di esistere limitatamente al 2011-12.
I percorsi delineati per trovare una concreta soluzione alla vertenza Pfizer sono il confronto con istituzioni (governo regionale e nazionale) ed il confronto con Pfizer Italia. Pfizer, infatti ha un’importanza enorme per il tessuto industriale e produttivo catanese e siciliano e le problematiche riguardanti il destino del sito vanno ben oltre i cancelli dello stabilimento. Tutti i presenti hanno convenuto sul fatto che è necessario il radicamento sul territorio da rendere concreto tramite la creazione di un distretto farmaceutico/biotecnologico.

venerdì 10 luglio 2009

Chimica, la fuga dei gruppi dal Lazio addio a un patrimomio di competenze

MONTEROTONDO e Pomezia. Norde sud di Roma. Tra loro, una cinquantina di chilometri e la storia della chimica nel Lazio. Due poli di ricerca di altissimo livello, vanto regionale e nazionale insieme, che entro fine anno non esisteranno più. A meno di soluzioni per ora lontane, il centro Eni di Monterotondo e l' Istituto di biologia molecolare di Pomezia sbarreranno i cancelli. Inghiottendo ingegni e brevetti, spegnendo due motori, simbolo e traino per l' economia regionale. La chimica nel Lazio, 18 mila addetti e 300 aziende per lo più farmaceutiche sparse tra Latina, il distretto di Pomezia e Frosinone, è in crisi. Travolta dalla terribile congiuntura, come altri settori. Ma anche da un cambio di pelle che le multinazionali chiamano "ristrutturazione". Le cause? Brevetti scaduti dei farmaci e generici che avanzano, la competizione sui costi vinta al ribasso da India, Egitto e Cina, il profitto che le penicilline non garantiscono più. Meglio il biotech e gli antitumorali con la ricerca base in Usa, la produzione in Romania e la distribuzione in Italia. «Ormai siamo solo mercato, il quinto del mondo per consumo», avverte Dario D' Arcangelis, segretario della Filcem Cgil di Latina, dove il farmaceutico pesa più del 40% del Pil totale, 13 mila lavoratori, una decina di multinazionali e un grande indotto. «L' isola felice è finita», dice. «C' è un' emorragia di posti di lavoro». Tra questi gli informatori scientifici, tanti a Latina, 5-6 mila nel Lazio, 30-35 mila in Italia. È la crisi nella crisi: le multinazionali si specializzano, lasciano i farmaci di uso quotidiano, viene meno il rapporto con il medico di famiglia. La regione Lazio ospita da decenni le più grandi firme del farmaco, molte arrivate grazie ai fondi della Cassa per il Mezzogiorno: Merck Serono, Sigma Tau, Menarini, Pfizer, Wyeth, Abbott, Bristol-Myers Squibb. I prodotti chimici sono al primo posto nelle esportazioni: 5,1 miliardi di euro nel 2008, l' 11% in più rispetto all' anno prima. Nel 2009 andrà peggio. Crollo del 20% nella produzione e già 2.760 lavoratori tra mobilità e cig. «Senza scelte strategiche, possiamo dire addio all' industria chimica nel Lazio», si allarma Tina Balì, segretario regionale della Filcem-Cgil, che insieme a Cisl e Uil ha guidato lo sciopero nazionale dello scorso 24 giugno. Nonostante le protestee la lettera inviata all' amministratore delegato dell' Eni, Paolo Scaroni, da Marrazzo e Zingaretti, il colosso energetico italiano ha deciso: chiuderà il centro di ricerca di Monterotondo, dopo 40 anni di presenza. Ai 58 ricercatori la scelta: Novara, Milano o anche Roma ma a fare altro, niente più ricerca. «In questa storia perde l' Eni, vanificando lavoro e commesse, e perde il territorio», dice Edoardo D' Angeli, ricercatore Eni da 29 anni, memoria storica del complesso di Monterotondo che presto ospiterà i laboratori di neuroscienze del Cnr. «Negli anni ' 90 eravamo 340, mèta ambita dei laureati romani», racconta. All' epoca l' Eni aveva anche la farmaceutica, poi ceduta al gruppo Menarini. Celebri i brevetti per l' ormone della crescita e il latte ad alta digeribilità. «Poi ci siamo concentrati sull' ambiente per migliorare l' impatto delle raffinerie». E qui i risultati non sono mancati. Le alghe che assorbono la Co2, da cui trarre biodiesel, che stanno per essere testate a Gela. Un disperdente biodegradabile per il petrolio sversato in mare o in terra che ha contribuito a bonificare l' area su cui ora sorge la nuova fiera di Rho. Argille speciali, gli zeoliti, per proteggere le falde acquifere, in grado di fermare gli inquinanti dei petrolchimici ma anche di altre tipologie di aziende, permettendo all' acqua di filtrare. Tutti brevetti targati Monterotondo. All' altro capo di Roma intanto, i laboratori dell' Irbm di Pomezia sono già chiusi dal primo luglio, i ricercatori a casa con lo stipendio fino a settembre, poi scatterà la cassa integrazione. Senza un accordo per cedere stabilimento e brevetti, la proprietà della Merck chiuderà Pomezia entro l' anno: 300 addetti con l' indotto, molti giovani e donne sotto i 40, almeno 50 ricercatori stranieri, alcuni già volati all' estero. E risultati eccellenti: vaccino per l' epatice C, molecola per la cura dell' Hiv, studi avanzati su leucemie e malattie cardiovascolari. «I curriculum vanno a ruba, io sono stato preso in Olanda, ma ci hanno chiesto di non andare via, perché siamo il patrimonio dell' azienda», riferisce un ricercatore di 34 anni. Un filo di speranza è appeso al tavolo convocato per metà mese. Un gruppo di imprenditori guidati dalla Uir (l' Unione degli industriali romani) ha preparato con Deloitte un piano industriale per rilevare l' Irbm e incontrerà sindacati, regione e manager della Merck. Per salvare il centro e un simbolo. -
VALENTINA CONTE
La Repubblica - Roma
7 luglio

mercoledì 8 luglio 2009

Il Venezuela cancella i brevetti

Il Venezuela ha annunciato dei piani per invalidare i brevetti su una serie di farmaci e permettere alle aziende locali di produrre versioni generiche meno care. L'annuncio è stato dato durante un discorso alla televisione dal ministro del Commercio Eduardo Saman, che ha spiegato come le necessità dei pazienti con Hiv/Aids o cancro abbiano la precedenza rispetto agli interessi delle aziende farmaceutiche. Saman non ha specificato quali medicinali verranno privati della protezione commerciale ma ha annunciato una revisione delle leggi nazionali sui brevetti, sempre nel rispetto dei trattati internazionali firmati dal Venezuela. Anche il presidente Hugo Chavez ha parlato dell'argomento in un recente discorso radiofonico, sottolineando che i brevetti non possono trasformarsi in restrizioni o in trappole. "Un'invenzione o una scoperta scientifica - ha detto Chavez - dovrebbero essere a disposizione del mondo, soprattutto nel settore della medicina, e non un ostacolo per produrre farmaci". Il ministro Saman, che è anche presidente dell'Institute for the Defense of People in the Access to Goods and Services (Indepabis), ha dunque reso noto che il suo ufficio sta progettando una nuova legislazione sulla proprietà industriale, che sarà presentata a breve all'Assemblea nazionale venezuelana.