FILCTEM-CGIL

Benvenuti nel sito ufficiale della FILCTEM-CGIL dedicato al comparto chimico e farmaceutico della provincia di Catania. Questo blog è un prodotto amatoriale, non è una testata giornalistica né un prodotto editoriale; ad esso non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47 né, tantomeno, l’art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62, poiché l'aggiornamento dei testi non ha periodicità regolare. Questo sito è espressione ufficiale della FILCTEM CGIL di Catania ed è curato da un apposito Comitato di Redazione in accordo alle linee politiche della Segreteria Provinciale.
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lunedì 10 febbraio 2014

SIFI: PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE

Oggi in SIFI si è tenuta un’assemblea partecipata e seguita con attenzione dai presenti. Le Segreterie provinciali hanno descritto quanto discusso al tavolo presso Confindustria di Catania, la scorsa settimana ed hanno espresso ancora una volta la completa e totale contrarietà a qualsiasi forma di licenziamento coatto.
Organizzazioni sindacali ed RSU hanno quindi rigettato le posizioni aziendali dichiarando che gli interventi passati (tre anni di cassa integrazione tra CIGO e CIGS) sono state condivise al tavolo negoziale, subordinati alla condizione richiesta dai Sindacati del SALDO OCCUPAZIONALE ZERO.
Dopo i tre anni di sacrifici a carico dei lavoratori, invece, l’azienda non solo ha avviato una riorganizzazione non condivisa con le OO SS e non accettata da esse, ma alla fine ha servito il conto ai lavoratori dichiarando 38 esuberi come dichiarato nella procedura di mobilità.
PER RIBADIRE L’ASSOLUTA CONTRARIETA’ AI LICENZIAMENTI COME PRIMA AZIONE DI LOTTA E’ STATO DICHIARATO LO STATO DI AGITAZIONE IMMEDIATO E DI TUTTO LO STABILIMENTO.
A tutela dei posti di lavoro, saranno intraprese tutte le forme di lotta a disposizione.
Domani pomeriggio, presso i locali di Confindustria, le segreterie e la RSU d sito incontreranno la Direzione aziendale. 

lunedì 3 febbraio 2014

SIFI: l'azienda apre una procedura di mobilità

In data odierna, l’azienda ha inviato una procedura di mobilità. La Direzione aziendale, che dopo tre anni di cassa integrazione ha avviato una riorganizzazione, non dichiarata e dalle scriventi non condivisa nel merito e nei metodi, oggi ritiene che il risanamento dell’azienda debba passare attraverso la dichiarazione di 38 esuberi.
Tale procedura,  tra le altre cose, secondo le OO Ss,  è il frutto di un’opportunità non colta dall’azienda di eliminare gli esuberi per mezzo dello strumento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria che è stata messo in atto negli anni passati, grazie alla forte senso di responsabilità dei Sindacati e dai lavoratori tutti che si sono spesi accettando il sacrificio che veniva loro richiesto. L’utilizzo dello strumento dei corsi di riqualificazione, insito nella CIGS, avrebbe, forse, impedito – se fatto in modo adeguato – che si arrivasse alla dichiarazione di esuberi da parte di SIFI.
Non è accettabile che dopo aver chiesto sacrifici ai lavoratori – sacrifici che hanno contribuito al risanamento aziendale – e che dopo avere effettuato una riorganizzazione non dichiarata che l’Azienda ha gestito unilateralmente e spesso senza tenere conto della professionalità e della dignità dei lavoratori, adesso si ringraziano i lavoratori sulla cui pelle bruciano ancora tante ferite, chiedendo loro di farsi da parte in quanto non più necessari all’economia dell’Azienda.

venerdì 17 gennaio 2014

Pfizer: l'azzienda apre una procedura di mobilità per 25 lavoratori.

Ai sensi e per gli effetti di cui agli artt 24, 4 e 5 della legge 223/1991, la Wyeth Lederle Srl di CAtania, comunica di "trovarsi nella necessità di dover procedere ad una riduzione collettiva di personale, nell'ambito dello stabiJimento di produzione di prodotti Farmaceutici, al fine di rapportare l'organico aJle reali esigenze organizzative e produttive e pervenire al necessario riequiJibrio economico-produttivo del sito di Catania." Il numero delle unità coinvolte e quindi eccedenti è pari a 25.
Negativo il giudizo della FILCTEM-CGIL: siamo contrari ai licenziamenti e pretendiamo che l'Azienda incontri le Segreterie e la RSU per discutere seriamente del piano industriale, così come previsto dalla prima parte del CCNL

domenica 3 marzo 2013

Air Liquide - Siglato accordo di mobilità volontaria

In data 01/03/2013, come previsto dall'accordo aziendale siglato in data 22/11/2012 (con esclusione del ricorso alla CIGS) l'Azienda per il tramite di Confindustria Catania, ha comunicato la necessità di avviare la procedura per riduzione di personale ai sensi della legge 223/1991 dichiarando un esubero complessivo di numero 11 unità occupate presso la sede di Catania e rendendosi disponibile all'espletamento dell'esame congiunto della situazione aziendale, secondo quanto previsto dalla vigente normativa.
La collocazione in mobilità dei lavoratori, potrà awenire dal giorno successivo alla sottoscrizione del l'accordo in questione e fino al 31/12/2013, ai sensi e per gli effetti dell'art 8, comma 4, della legge n. 236/1993, in deroga al termine legale di 120 giorni.
L'individuazione dei lavoratori da collocare in mobilità sarà effettuata sulla base del criterio di non opposizione alla collocazione in mobilità da parte dei lavoratori che ricoprano posizioni eccedentarie (ciò che impropriamente viene definita volontarietà).

domenica 22 gennaio 2012

Pfizer: sciopero contro la mobilità di 83 lavoratori

La Pfizer ha ufficializzato l’apertura di una procedura di mobilità per la sededid ascoli piceno, che riguarderà ben 83 dipendenti su un totale di 576. Il motivo dichiarato dalla multinazionale farmaceutica è l’inasprimento della situazione di mercato a livello europeo, una situazione che "impone" all’azienda un ulteriore riduzione dei costi di produzione dei farmaci per far fronte alla concorrenza di altri sistemi produttivi.

Per questo motivo è stato indetto uno sciopero dalla rsu per l’intera giornata con adesioni da parte dei lavoratori che hanno superato il 90 per cento.

giovedì 19 gennaio 2012

Anche su Ascoli avviata una procedura di mobilità

In data odierna, l’AD di Pfizer Italia, Ugo Cosentino, ha annunciato che è stata avviata una procedura di mobilità ad Ascoli Piceno. Praticamente tutti i siti sul territorio nazionale sono stati toccati da riduzione del personale: Roma, Ascoli, Catania, Aprilia, ISF… ed ogni volta la decisione presa dalla compagnia risulta “difficile, dolorosa ma necessaria”. Talmente difficile da preparare comunicati in copia multipla in cui aggiungere solo data, stabilimento interessato e numero di esuberi. Anche perché la storia non è finita: il meccanismo che nell’arco di 15 anni rende responsabile Pfizer Italia della cancellazione di diverse migliaia di posti di lavoro, in modo graduale ma costante, purtroppo, tornerà ad incrociare Catania in relazione allo Spin-off dell’Animal Health (e riteniamo che non finirà li). Niente di nuovo, noi lo sosteniamo da anni…
Cosentino ha avuto giusto il tempo di minacciare su Panorama delocalizzazioni qualora dovessero continuare le attuali politiche governative sulla spesa farmaceutica, che subito ha attuato i provvedimenti su Ascoli.
Ed a proposito di quell’intervista su Panorama, rimaniamo sorpresi e sconcertati nel leggere che secondo Cosentino Pfizer Italia investe milioni in ricerca, che sarebbe al centro delle strategia della Compagnia in Italia, e, per di più, apprendiamo che anche lo stabilimento di Catania avrebbe dei laboratori di ricerca funzionanti. Noi sapevamo che erano stati ceduti alla Myrmex, insieme a tutti i lavoratori….ma forse ci sbagliamo… chissà cosa ne pensa in merito l’Avv. Calvi…
E nel frattempo, Pfizer Italia viene condannata dall’Antitrust a pagare più di 10 milioni di euro per abuso di posizione dominante.
Un inizio d’anno che non lascia prevedere miglioramenti, rispetto al clima vissuto negli ultimi 2 anni.

giovedì 13 ottobre 2011

Raggiunta l’intesa sulla mobilità per 84 dipendenti dello stabilimento della Pfizer di Catania

Ieri, presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro, le OO SS, la RSU e l’Azienda, alla presenza di Confindustria, è stata raggiunta l’intesa sull’ipotesi di accordo riguardante la mobilità. Il confronto con la Direzione è stato molto aspro e difficile e spesso il sindacato si è trovato sul punto di rompere a causa delle posizioni rigide assunte dall’azienda. Ciò nonostante, alla fine, è prevalso il buonsenso e lo spirito di responsabilità e dopo l’out out finale di RSU e Segreterie provinciali, l’azienda ha ceduto alle richieste finali delle OO SS.
Lo spirito dell’accordo, voluto dai sindacati, ma in primo luogo dalla CGIL che si è spesa in modo totale per ottenere le massime garanzie e il maggior numero di tutele per i lavoratori, è quello del saldo occupazionale. Ribadiamo che non è stato né scontato né facile, perché l’Azienda su questo punto ha mostrato,dall’inizio alla fine della trattativa, una forte ostilità. Inoltre, è stato bloccato il tentativo aziendale di effettuare i demansionamenti modificando al ribasso il livello dei lavoratori interessati.
In sintesi, le linee principali dell’accordo sono le seguenti:

esodo incentivato di voltari, pensionati e pensionabili (con accompagnamento sino alla finestra pensionistica)
riqualificazione dei lavoratori delle mansioni dichiarate in esubero con possibilità di demansionamento ma mantenendo il proprio livello contrattuale e quindi il proprio salario.
apertura di una CIGS in cui verranno posti quei lavoratori oggi non riqualificabili per potere consentire una riqualificazione da qui ad un anno. La cassa prevede una significativa integrazione da parte dell’azienda. Alla fine del percorso, se ci saranno lavoratori che non sono stati ricollocati, le perti trattanti sono tenute a trovare tutte le possibili soluzioni alternative al licenziamento di questi lavoratori (clausula di salvaguardia).

Venerdì le parti si incontreranno per siglare l’ipotesi di accordo basata sui punti sopra elencati, quindi, lunedì si passerà al vaglio dell’assemblea ed infine, se sarà approvata dai lavoratori, mercoledì prossimo presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro, verrà ratificato l’accordo.

Il raggiungimento dell’accordo ci pone in una condizione di tutele nei confronti dei lavoratori, ma come sempre, vigilare e applicare un accordo è sempre più difficile di raggiungere l’accordo stesso. Ma anche questo fa parte del nostro lavoro.

lunedì 10 ottobre 2011

L'accordo è un bene per tutti ma dipende dall'azienda

SALDO OCCUPAZIONALE ZERO E DEMANSIONAMENTI SENZA RIDUZIONE DEI LIVELLI, SONO I PALETTI NON NEGOZIABILI OGGI E IN FUTURO.

Domani pomeriggio RSU e OO SS si incontreranno con l’azienda per discutere sulla procedura di mobilità. Mercoledì è programmato un incontro all’Ufficio Provinciale del Lavoro. Il precedente incontro, svoltosi in questa sede istituzionale, grazie alla posizione ferma della Filctem CGIL, è stato rinviato. Infatti si era in attesa di avere delle risposte da parte dell’azienda, la discussione in quella sede sarebbe stata solo sterile o peggio antiproducente.
Domani RSU e OO SS riceveranno le risposte dell’azienda all’ultima proposta di mediazione sindacale che mantiene due paletti non negoziabili: il saldo occupazionale zero e gli eventuali demansionamenti senza riduzione del livello e della posizione organizzativa. Ribadiamo che senza questi due paletti non vi saranno accordi con l’azienda. Ovviamente, in presenza di mancato accordo, l’azienda potrà procedere unilateralmente. Ma è altrettanto vero che senza un accordo, lo stabilimento diverrebbe una polveriera con una miccia accesa. Non accetteremo passivamente che vengano licenziati dei lavoratori, in presenza di assunzioni, di investimenti, di piani di sviluppo del sito…
Gli incontri di domani e di mercoledì saranno quindi cruciali. A questo punto, la possibilità di chiudere l’accordo o meno è solo in mano all’azienda e l’azienda dovrà assumersi tutte le responsabilità di un mancato accordo. IL SINDACATO HA FATTO DI TUTTO PER GIUNGERE AD UN ACCORDO NELL’INTERESSE DEI LAVORATORI TUTTI E DELLO STABILIMENTO. E lo ha fatto con grande senso di responsabilità perché un mancato accordo avrebbe un impatto negativo su tutti. Ma ci sono cose sulle quali non si può mediare.
Come se ciò non bastasse, mentre cerchiamo di trovare le soluzioni che possano evitare i licenziamenti coatti dei lavoratori (che, non ci stancheremo mai di ribadirlo, se ci saranno, verranno fatti, per quanto ci riguarda, unilateralmente dall’azienda), con un occhio guardiamo a quanto accade intorno ed alle prossime “misure dolorose e inevitabili” che potrebbe presto annunciare il Country Leader a carico dell’Animal Health di Catania. Ma la procedura aperta nei confronti di 29 esuberi ad Aprilia (contestata anche li dalle OO SS) mette in evidenza un altro problema: l’esternalizzazione di tutto ciò che è esternalizzabile (magazzini, servizi generali, servizi finanziari ecc…).
Infine, c’è l’annosa questione degli investimenti. Non possiamo permetterci di dimenticare quanto ha affermato il direttore di stabilimento in una delle sue riunioni con il personale: parte consistente di questi investimenti saranno utilizzati per abolire il processo di liofilizzazione cosa che avrà in impatto occupazionale drammatico.
Ed allora, consapevoli del fatto che purtroppo le e-mail che comunicano scelte dolorose purtroppo non sono finite, l’operato del sindacato deve essere ancora più accorto e determinato: un errore oggi lo pagherebbero non solo i lavoratori attualmente interessati alla procedura, ma lo pagheremmo tutti e per sempre. E QUESTO NON POSSIAMO PERMETTERCELO.

Pfizer Alta tensione



giovedì 6 ottobre 2011

Gli indignati di Aprilia e di Catania



Ieri, mentre a Catania le parti si incontravano presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro, così come richiesto dalla legge e per chiedere un rinvio, l’AD Ugo Casentino, faceva pervenire l’ennesima mail a tutto il personale, in cui venivano annunciati ulteriori “sacrifici” nei confronti dei colleghi di Aprilia.
Su ciò vale la pena fare subito una considerazione: da quando Pfizer ha acquistato Wyeth, non facciamo altro che parlare di esuberi, dismissioni di centri di ricerca, cessione di stabilimenti produttivi, sfoltimento di personale… e purtroppo sappiamo bene che non è finita qui. Non è finita qui a Catania, né ad Aprilia, né ad Ascoli…
Come abbiamo detto da due anni a questa parte, Pfizer adotta la politica del carciofo, eliminando le foglie una alla volta. Alla fine cosa rimarra?
La procedura aperta a Catania e quella di Aprilia, devono servirci da monito affinché nessuno si senta al sicuro nei confronti delle politiche ultraliberiste di questa multinazionale. Da tempo a Catania si parla della terziarizzazione dei magazzini. Cosa succede ad Aprilia? Mettono mano alla terziarizzazione dei magazzini… Una foglia la tolgo dal carciofo Etneo ed una da quello Pontino…
E altre foglie potrebbero essere ben presto strappate. Una a caso: già si vocifera (fuori dallo stabilimento siciliano) di soluzioni negative riguardanti i lavoratori di Catania impiegati nelle produzioni veterinarie. Niente di nuovo, purtroppo… le nostre analisi ci portavano a questi risultati già da tempo. E purtroppo non cisiamo sbagliati neppure su di un punto.
Se l’azienda già sa di eventuali ripercussioni negative sul campo occupazionale a Catania, in seguito alla dismissione (spin off, vendita o qualunque cosa essa sia) su scala planetaria dell’Animal Health, ha il dovere morale di informare subito le OO SS ed i lavoratori di quanto potrebbe accadere a breve. Riteniamo che in tal caso si dovrebbe iniziare ad affrontare il ragionamento di come riconvertire gli impianti, coinvolgendo la politica e le istituzioni così come abbiamo fatto con Cesame e Myrmex (fatte salve le peculiarità delle due diverse situazioni nei confronti di Animal Health). Anche in questo caso bisognerà trovare soluzioni che tutelino l’occupazione e che garantiscano nuove prospettive di sviluppo del nostro territorio.
Per tutti questi motivi, e non solo per questi, la FILCTEM CGIL, nella vertenza sugli 84 esuberi dichiarati dall’azienda, continua a sostenere il mantenimento del saldo occupazionale: nessun lavoratore dovrà essere espulso in modo coatto dal ciclo produttivo. Noi in qualità di portatori di interessi nei confronti dei lavoratori ribadiamo che la nostra posizione è questa e che continueremo a discutere di tutte le ipotesi possibili fatti salvi due paletti: la volontarietà e l’applicazione di eventuali demansionamenti senza riduzione del livello contrattuale acquisito. Senza questi elementi non firmeremo alcun accordo. Poi l’Azienda si dovrà assumere la responsabilità del mancato accordo e di tutte le conseguenze sociali e sindacali che ciò implicherà.
Ma su questo attendiamo una risposta aziendale alla piattaforma negoziale sindacale.
Consentiteci, infine, di fare una considerazione: finalmente, ieri, oltre alle solite dichiarazioni di “rammarico” e di dispiacere per una scelta “necessaria” (ovviamente i licenziamenti), si sono “sentite” le voci di lavoratrici e lavoratori che con dignità, hanno chiesto all’azienda: “ma davvero il mio stipendio può salvare le sorti dello stabilimento?”. Noi che abbiamo l’obbligo di fare sintesi di ampio respiro, traduciamo quelle richieste nel modo seguente: ma possiamo continuare ad essere sempre e solo i lavoratori a fare sacrifici? Ed a cosa servono i milioni di euro di investimenti se anziché favorire l’occupazione la riducono?
E poi per cosa fare sacrifici? Per un futuro occupazionale per nulla garantito? Scusate, ma abbiamo il diritto ed il dovere di essere indignati.

APRILIA - L'ex Wyeth, ora Pfizer, annuncia una nuova mobilità per 29 dipendenti.



La ex Wyeth di Aprilia, ora Pfizer, ha annunciato con anticipo la mobilità per 29 dipendenti. La notizia è stata data questa mattina presso una riunione in Confindustria a Latina a cui hanno partecipato i vertici delle due aziende farmaceutiche e le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil). La procedura di mobilità, secondo l'azienda, si è resa necessaria nell'ambito di un programma di riorganizzazione degli obiettivi aziendali attraverso il contenimento dei costi.
I sindacati sono ora pronti ad aprire una trattativa e ad entrare nel merito della vertenza che sta investendo nuovamente lo stabilimento di via Nettunense ad Aprilia. La trattativa inizierà ufficialmente giovedì pomeriggio presso la Confindustria di Latina. "Prenderemo visione della procedura decisa dalla multinazionale - ha spiegato Mario D'Arcangeli della Cgil - e non è detto che la mobilità sarà avviata".

Si abbatte nuovamente la scure della mobilità sui lavoratori della Wyeth di Aprilia

Dal sito della Filctem CGIL Pfizer Aprilia -


Come volevasi dimostrare. Ormai era nell'aria da tempo anche se molti continuavano a negarlo: nell'incontro di ieri in Confindustria Latina la Direzione Aziendale, rappresentata dall'Ing Rubbi e dal sig. Ramacciani, coadiuvati dal Direttore HR di Pfizer Italia, Dr Tocci, ha formalmente comunicato alle rappresentanze sindacali l'apertura di una nuova procedura di mobilità per 29 posizioni lavorative.
L'Ing. Rubbi ha affermato che Pfizer , a seguito del processo di valutazione che ha visto coinvolti tutti i siti produttivi del network, ha chiesto ad Aprilia un saving di 4,8 milioni di euro, che tradotto soltanto in termini di esubero di personale avrebbe significato circa 106 persone da estromettere! Lo stesso Rubbi sostiene che una scelta del genere avrebbe significato praticamente la chiusura del sito e un impatto disastroso a livello sociale.
Negli ultimi mesi si è lavorato molto per ridurre i costi operativi per soddisfare la richiesta i saving andando a ridurre al minimo l'impatto sui lavoratori. In particolare si è riusciti a portare ad Aprilia alcuni volumi (Advil Canada e Centrum) per circa 500 milioni di compresse.Tutto questo ha consentito di recuperare circa 3,5 milioni di euro di costi ma ne restano ancora 1,3 milioni per i quali "non è stata possibile altra soluzione se non quella di ridurre il personale in eccesso" (dichiarazione aziendale non condivisa dal sindacato).
La parte direttamente produttiva non è coinvolta dal processo di mobilità, dove le aree impattate sono:
supply chain & strategy/artwork (logistica/acquisti): 10 unità
servizi tecnici : 4 unità
sicurezza, salute e ambiente : 1 unità
servizi generali : 10 unità
risorse umane e organizzazione : 4 unità
Per i servizi generali e la parte operativa del magazzino l'azienda comunica che è prevista l'esternalizzazione.
Le rappresentanze sindacali hanno affermato che faranno le proprie considerazioni una volta che avranno analizzato i profili dichiarati in esubero e a partire dal primo incontro per l'analisi congiunta, fissato per domani 6 ottobre dalle ore 15:30 presso la sede di Confindustria Latina (IN DIRETTA SULLA NOSTRA PAGINA TWITTER) ma hanno già dichiarato di non condividere le misure decise dall'azienda.
Inoltre lo stesso direttore Rubbi ha fatto già intendere che questo non sarà certo l'ultimo sacrificio chiesto ai lavoratori di Aprilia: nel 2012 ci sarà un altro processo periodico di valutazione dei siti produttivi Pfizer che verranno misurati in termini di efficienza e produttività. Dovremo fornire ulteriori prove delle nostre capacità.
Comunque da domani inizierà il confronto per capire le reali ragioni delle scelte e per tentare di trovare tutte le soluzioni opportune per evitare le uscite del personale.

lunedì 8 agosto 2011

Aggiornamento trattative: incontro del 5 agosto 2011

Si informano i lavoratori che, nel corso dell'incontro del 5/8/2011 (presenti le Segreterie provinciali, la RSU, la Direzione aziendale e Confindustria), si è proseguita la trattativa sulla mobilità.
Le OO SS hanno ribadito il principio della volontarietà ed hanno dichiarato che le vertenze relative al Centro ricerca ed allo stabilimento, sono imprescindibili l'una dall'altra e che quindi devono essere trovate soluzioni per tutti i 151 lavoratoti messi in esubero dall'azienda.
L'esame congiunto previsto dalla legge 223/91 è stato aggiornato al 29/08/2011, dopo avere siglato l'accordo per derogare di 30 giorni i termini di legge per la trattativa finalizzata a trovare soluzioni alternative ai licenziamenti.
Infine, è stata fissata la data per l'avvio dell'esame congiunto sul conferimento di ramo di azienda come da art 47 della legge 428/90 e articolo 2112 del codice civile. Tale confronto inizierà in data 01/09/2011.

giovedì 28 luglio 2011

AGGIORNAMENTI SULLE TRATTATIVE TRA OO SS, RSU, AZIENDA CONFINDUSTRIA

Lo scorso lunedì 25, le scriventi OO SS ed RSU, si sono incontrate con la Direzione di Catania (presenti Fornito, Cassarà e Galizia in phone conference) ed il vertice di Pfizer Italia, nella persona dell’Amministratore Delegato Ugo Cosentino ed del Responsabile delle Risorse Umane di Pfizer Italia, Roberto Tocci. Nel corso della riunione le OO SS hanno ribadito la loro posizione unitaria di contrarietà a qualsiasi soluzione di licenziamenti coatti, sostenendo in modo chiaro e deciso la loro assoluta determinazione al raggiungimento di soluzioni che prevedano come requisito minimo di base il SALDO OCCUPAZIONALE ZERO e quindi la loro disponibilità a trovare un accordo sulla mobilità SE E SOLO SE ESSA SIA VOLONTARIA. Su questo versante, da parte di Cosentino e Tocci, c’è stata solo la disponibilità a discutere di volontarietà, in quanto una tra altre opzioni e non come la sola, posizione quindi in contrasto con quella delle OO SS.

Durante l’incontro, inoltre, Cosentino ha affermato che tra pochissimi giorni, verrà annunciata una soluzione riguardante il Centro di ricerca.

Nel corso dell’incontro in data 27 luglio, per l’esame congiunto sulla procedura di mobilità (così come previsto dalla legge 223/91), le OO SS hanno espresso ancora una volta la propria posizione contro i licenziamenti coatti ed a favore del saldo occupazionale zero. Inoltre le scriventi OO SS hanno espresso la loro contrarietà nei confronti della terziarizzazione dei servizi di security ed infermeria ed hanno ribadito che, in coerenza con la propria posizione di contrarietà ai licenziamenti, di non entrare nel merito della discussione sulla lista, chiedendo invece i criteri con i quali l’azienda ha individuato la soppressione si servizi e reparti stabilendo in questo modo gli esuberi.

Inoltre è stato ottenuto la proroga dei tempi previsti dalla L. 223/91 per le trattative – richiesto in precedenza dalle OO SS – dal 19 agosto al 19 settembre.

Infine, le OO SS hanno ribadito che la prosecuzione della trattativa debba essere subordinata alla conclusione della cessione del Centro ricerca, perché è determinante, capire se si ha a che fare con 84 o con 151 esuberi. Di conseguenza, il tavolo si è aggiornato a martedì 2 agosto, data in cui si dovrebbero avere informazioni più chiare sulla vertenza del centro ricerca. Informeremo i lavoratori in merito alla riunione a mezzo comunicato.

sabato 23 luglio 2011

Incontri Pfizer/Sindacati del 21 e 22 luglio



Giovedì 21 si è tenuto un incontro in cui l’azienda ha presentato ai sindacati, quello che definisce il piano industriale dello stabilimento sino al 2013. In realtà si tratta di un documento che potrebbe essere definito una dichiarazione di intenti basato sui “se” e sui “forse”. Si parla di investimenti, di crescita dei volumi da produrre e si parla di riduzione dei costi. Nessuna informazione concreta è riportata sulle trattative per la dismissione del centro di ricerca e sulle prospettive future, a breve termine, dell’Animal Health.
Tuttavia, nell’esposizione dell’azienda, alcuni concetti chiari ci sono e del resto non sono nuovi:
1. La riduzione dei costi determinerà l’acquisizione di nuove tecnologie che prevedono l’eliminazione della liofilizzazione che determinerà un peggioramento significativo della qualità del prodotto e la riduzione di personale.
2. L’arrivo del Tygacil determinerà dopo il 2013 la necessità di nuovo personale
3. Il Tazocin ed il Moxidectin sono in forte espansione in termini dei volumi di produzione.
Il Direttore dello Stabilimento, incalzato dalle OO SS, ha espresso le seguenti aperture:
1. Non chiusura verso tutte le possibili alternative ai licenziamenti includendo la mobilità volontaria (ma senza con ciò condividere la tesi del sindacato basata sulla SOLA volontarietà come criterio indispensabile per la mobilità).
2. Disponibilità alla prescrizione dei termini di legge per la procedura di mobilità, congelando il mese di agosto.
I sindacati hanno affermato che il piano industriale presentato non è minimamente esaustivo e che le dichiarazioni aziendali rafforzano ancora di più il loro convincimento sul fatto che la mobilità non è lo strumento adeguato in quanto non si ha a che fare con esuberi strutturali reali ma con una politica di riduzione dei costi.
Nell’incontro di venerdì 22, le OO SS hanno ribadito la richiesta della prescrizione dei tempi previsti dalla 223 e si è fissato un calendario di massima per la trattativa. L’azienda non si è pronunciata in modo chiaro e trasparente sulla richiesta di congelamento del mese di agosto, malgrado l’apertura del giorno precedente.
Sul merito della questione, le OO SS, in modo unitario, tramite un portavoce unico, hanno ribadito che la volontarietà è requisito indispensabile per la mobilità. Inoltre è stato affermato che per l’avvio di serio e concreto esame congiunto della procedura, così come imposto dalla legge 223, bisogna avere certezze sul centro di ricerca per comprendere se bisogna analizzare la messa in esubero di 151 o di 84 lavoratori.
Il confronto è stato aggiornato alla prossima settimana in cui sono previsti due incontri, di cui uno alla presenza dell’AD di Pfizer Italia, Ugo Cosentino.

mercoledì 13 luglio 2011

Comunicato della CGIL ai lavoratori


In data odierna, si è riunita la segreteria della Filctem CGIL (il Segretario generale Giuseppe D’Aquila ed il Segretario del Comparto farmaceutico Giovanni Romeo) insieme alla Segretaria confederale del Comparto Industria Margherita Patti. All’incontro hanno partecipato i dirigenti provinciali Salvo Niciforo e Giovanni Cantone, nella qualità di componenti della RSU.
Nel corso dell’incontro è stata approfondita e discussa la posizione dell’organizzazione sulla vertenza Pfizer, nel suo complesso. Tutti i partecipanti all’incontro, hanno espresso unanimemente il loro assenso alla linea politica seguita dalla CGIL, in coerenza con il mandato ricevuto dall’assemblea dei lavoratori.
In particolare, è stato ribadito in modo chiaro e inequivocabile il NO a qualsiasi ipotesi di mobilità ostile, ribadendo che l’unico criterio accettabile sia quello di un esodo volontario. La CGIL non accetta alcuna ipotesi di accordo che preveda licenziamenti coatti. E’ stato anche rimarcato che senza il requisito minimo della volontarietà, la CGIL rifiuterà qualsiasi accordo di mobilità, ricordando che in caso di mancato accordo i criteri di espulsione dal mondo del lavoro sono fissati dalla legge 223/91 e che in tal caso l’azienda dovrà attenersi esclusivamente a tali requisiti. La posizione della Filctem-CGIL e della Confederazione in merito era e rimane il mantenimento del SALDO OCCUPAZIONALE ZERO! Inoltre è importante sottolineare, che stando alle dichiarazioni dell’Ingegnere Galizia, diffuse a mezzo stampa ed alle motivazioni della procedura di mobilità, l’esubero sarebbe tutt’altro che strutturale (tanto da prevedere future assunzioni e da metterne in atto già oggi) per cui il ricorso alla mobilità non è lo strumento adeguato per affrontare il problema.
La contrarietà ai licenziamenti si somma alle forti preoccupazioni nei confronti delle prospettive dello stabilimento: basti pensare alle lungaggini ed alle incertezze sulle trattative per la cessioni a terzi del centro ricerca, gli investimenti nell’aria farmaceutica che determineranno – per ammissione del Direttore di sito – ulteriori esuberi strutturali ed alla dismissione mondiale annunciata dell’Amimal Health). Per questo motivo, la CGIL sostiene che l’azienda debba presentare alle OO SS ed alla RSU il reale disegno finale e complessivo dello stabilimento: un piano industriale vero e completo che non servirà – per quanto ci riguarda – a giustificare gli esuberi ma a fare chiarezza sulle prospettive dello stabilimento di Catania.
In sede di tavolo negoziale, abbiamo registrato una chiusura da parte dell’azienda sul presupposto di volontarietà da cui la nostra posizione di volere un confronto in sede istituzionale (Ufficio del Provinciale del Lavoro), per metterci in condizione di “auto-tutela”. Avendo riscontrato successivamente una “non chiusura” da parte dell’azienda anche sul criterio di volontarietà, riteniamo che il confronto possa essere fatto in sede aziendale, fermo restando la nostra inamovibile posizione sul saldo occupazionale zero e la necessità di discutere ritornando allo scenario di sette-otto mesi fa, quando, cioè, venne siglato un accordo (disatteso dall’azienda) per una CIGS che doveva servire a superare la condizione di esubero di 80 lavoratori (cassa utilizzata in modo alquanto discutibile da parte dell’azienda e senza cogliere l’opportunità reale di eliminare gli esuberi, malgrado l’impegno dei sindacati ed il sacrificio dei lavoratori interessati).
Infine, la CGIL e la FILCTEM chiedono un impegno concreto a Confindustria affinché, in coerenza con gli accordi di cui essa stessa è firmataria, tuteli l’occupazione in un contesto di crisi drammatica qual è quello della nostra provincia.

lunedì 11 luglio 2011

Incontro OO SS, RSU, Azienda, Confindustria

In data odierna si è tenuto il primo incontro tra azienda, Confindustria, Segreterie provinciali ed RSU di stabilimento, in cui le OO SS hanno ribadito fortemente il loro no a qualsiasi ipotesi di mobilità ostile, ribadendo che l’unico criterio accettabile sia quello di un esodo volontario.
Inoltre, è stato fortemente criticato il comportamento del management che in concomitanza di un incontro ufficiale del tavolo sindacale, ha incontrato i lavoratori hanimal health e questo sia perché la valenza della dismissione dell’AH ha grande ripercussioni su tutto lo stabilimento, sia perché ciò sia avvenuto scavalcando le OO SS e la RSU.
Infine è stato posto con forza la questione della trattativa di vendita del centro ricerca che non è ancora giunta ad alcuna soluzione concreta e definita e ciò influisce sullo scenario della procedura di mobilità.
Deprecabile il comportamento di Confindustria che, sebbene sia firmataria di un importante accordo regionale a sostegno dell’occupazione in un territorio in crisi quale il nostro, ma che non ha preso alcuna posizione sulla messa in mobilità di 151 lavoratori.