
FILCTEM-CGIL
Benvenuti nel sito ufficiale della FILCTEM-CGIL dedicato al comparto chimico e farmaceutico della provincia di Catania. Questo blog è un prodotto amatoriale, non è una testata giornalistica né un prodotto editoriale; ad esso non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47 né, tantomeno, l’art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62, poiché l'aggiornamento dei testi non ha periodicità regolare. Questo sito è espressione ufficiale della FILCTEM CGIL di Catania ed è curato da un apposito Comitato di Redazione in accordo alle linee politiche della Segreteria Provinciale.
sabato 9 luglio 2011
giovedì 7 luglio 2011
Il CEO di Pfizer, Ian Read comunica che i settori Animal Healt e Nutrition sono in fase di dismissione su scala planetaria.
Con una mail fatta pervenire a tutti i dipendenti della compagnia sparsi per il pianeta, il Presidente di Pfizer Ian Read, ha comunicato che i settori Animal Health e Nutrition verranno dismessi, attraverso meccanismi di spin-off, vendita o altre (nonmeglio definite) transazioni. Inoltre viene precisato che a causa della diversificata natura dei vari business (con riferimento alle diverse situazioni dei mercati, dei prodotti e dei clienti), verranno attuate differenti strategie. I tempi previsti per l'operazione saranno pari a 12-24 mesi.Invece - prosegue la nota di Reed - verranno potenziati i settori E stabilished Products (generici) e consumer healthcare (prodotti da banco).
mercoledì 6 luglio 2011
Verbale di riunione MSE
Documento: Verbale di riunioneAzienda: Pfizer Catania
Settore: Centro Ricerche
Numero dipendenti: 76
Data: 30/6/2011
In data 30 giugno 2011 si è tenuto presso il MSE un incontro riguardante la situazione dello Centro Ricerche di Catania. Alla riunione, presieduta dal Dr. Castano, hanno partecipato la Dr.ssa Gatta del MSE, il Sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, il Dr. Salvatore Cianciolo della Regione Sicilia, il Dr. Ugo Cosentino AD di Pfizer, il Dr. Tocci Responsabile Relazioni Sindacali, la Dr.ssa Marina Panfilo, Responsabile Relazioni Istituzionali ed il Dr. Giuseppe Galizia in rappresentanza di Pfizer, le OOSS nazionali e territoriali di CGIL, CISL e UIL, e FILCTEM- CGIL, FEMCA- CISL, UILCEM – UIL, UGL Chimici e le RSU.
Il Rappresentante del MSE (DR. Castano) in apertura di riunione ha comunicato l’ordine del giorno, avente per oggetto la situazione del Centro Ricerche di tossicologia di Catania. A questo proposito nei giorni scorsi il MSE, con le Istituzioni e l’Azienda hanno verificato l’esistenza di concrete probabilità di trovare il “partner” mancante per permettere la continuità produttiva nel centro ricerche di Catania. In questo momento infatti ci sono due manifestazioni di interesse che con probabilità potranno arrivare alla conclusione positiva. Il Dr. Castano ha inoltre sottolineato che nei giorni scorsi si è affacciata una terza proposta che potrebbe essere presa in esame. La prospettiva che si intravede è quindi concreta, si è inoltre acquisita dalla Regione Sicilia la volontà di rivedere l’AdP, si stanno quindi verificando i presupposti per una conclusione positiva della vicenda, da queste premesse favorevoli dovrebbe quindi pervenire un atteggiamento positivo da tutte le parti in gioco e il MSE auspica che in questa delicata fase nessuno sollevi questioni che possano rendere difficile chiusura della vicenda.
Il Rappresentante dell’Azienda (Dr. Cosentino) ha dichiarato che grazie alle insistenze del management italiano, ad oggi, si è riusciti a mantenere aperto il presidio industriale Pfizer. In altri Paesi le attività di ricerca connesse alla tossicologia sono state già chiuse e sin dall’inizio, nell’ambito delle valutazioni strategiche della Casa Madre, è stato comunicato che questo tipo di ricerca non rientrava nelle strategie del Gruppo Pfizer. Per l’obiettivo di mantenimento occupazionale il management Pfizer ha lavorato per avviare numerosi contatti, molte delle trattative hanno coinvolto le Istituzioni a tutti i livelli, il processo di mobilità che si sta per aprire 1 luglio p.v. è stato già rimandato grazie all’intervento del Dr. Cosentino e del suo team (un primo ultimatum era di avviare la mobilità dal 1 maggio e oggi siamo al 1 luglio 2011). L’Azienda si vede perciò costretta ad aprire la mobilità ma rimane l’impegno a mandare avanti le trattative.
Il Dr. Castano, ha giudicato incongruente la decisione presa dall’azienda, in quanto, ha ribadito, vi sono delle trattative finalizzate alla prosecuzione delle attività del sito già avviate, anche attraverso l’impegno delle Istituzioni che si sono prodigate con successo, giudica quindi inutile che si creino situazioni di tensione inutili e superflue ritenendo questa decisione un’assurdità.
Il Rappresentante della Regione Sicilia (Dr. Cianciolo) ha confermato i giudizi del Dr. Castano, ha esortato l’Azienda a considerare ancora un terreno di confronto con la stessa serietà con cui la stessa Regione ha portato avanti l’azione di “scouting” per la ricerca di un nuovo soggetto industriale. Contemporaneamente ha auspicato che questo spazio, messo a disposizione al MSE, possa permanere ed in conclusione ha ribadito che anche la Regione non crede opportuna la mobilità.
Le OOSS hanno congiuntamente dimostrato apprezzamento per questo incontro e per i toni del confronto, convocato in questa Sede. Hanno ricordato che rispetto al passato l’Azienda ha finalmente accettato di sedersi al tavolo. Con riferimento al centro di tossicologia di Catania, l’obiettivo rimane il mantenimento delle attività per dare risposte al territorio ed ai lavoratori tanto più che c’è la necessità di avere tempi celeri. Le Organizzazioni sindacali hanno giudicato inopportuna la scelta della mobilità e chiedono di ascoltare le richiesta che provengono dalle Istituzioni e dalle Organizzazioni sindacali ripensando alla decisione presa, chiedono infine di aprire un tavolo al Ministero per discutere le strategie del Pfizer nel suo complesso.
Il Rappresentante di Pfizer ha escluso di ripensare alla decisione presa di far partire la mobilità dal 1 luglio p.v.. Ha comunque sottolineato che qualora, come si spera, le proposte di acquisto si dovessero concretizzare, cosa su cui stanno lavorando con forte impegno, l’Azienda è pronta a ritirare la mobilità. Ha sottolineato che il tavolo ministeriale sarebbe servito mesi fa, ed è disponibile ad attivare un tavolo generale purché se ne manifestino le condizioni.
Il Sindaco di Catania (Dr. Stancanelli) ha ricordato di attenersi all’ordine del giorno, quindi la salvaguardia del centro di tossicologia, ha esortato tutti a lavorare per la salvaguardia del sito evitando azioni da parte di tutti che possano vanificare questo obiettivo. Ha invitato l’azienda, prima di decidere sulla mobilità, ad aprire un tavolo per verificare eventuali soluzioni.
Il Dr. Castano in conclusione ha fissato un incontro prima del 25 luglio, giorno in cui l’azienda aggiornerà i presenti in merito agli sviluppi dei contatti avuti con alcuni soggetti interessati a rilevare il sito. Ha auspicato che non sia necessario ricorrere alla mobilità, inoltre, per quanto riguarda l’apertura del tavolo riguardante Pfizer nel suo complesso, il MSE è disponibile ad aprire un tavolo per discutere delle strategie industriali dell’Azienda e quindi se una o le parti lo ritenessero necessario, possono fare la loro richiesta di convocazione, il MSE è ovviamente disponibile. Il MSE ribadisce la propria posizione nei confronti dell’avvio della mobilità e se l’azienda dovesse procedere prenderà atto e trarrà le proprie conclusioni in merito.
Lavoro: pfizer; Concetta Raia (pd), intervenga il governo regionale
“Lo stabilimento Pfizer di Catania è un centro d’eccellenza industriale e scientifico che deve essere difeso: ho predisposto un Ordine del Giorno all’Ars che impegna il governo regionale a mettere in campo ogni iniziativa utile a tutelare l’attività del sito ed a garantire un adeguato futuro occupazionale ai lavoratori.”. Lo dice Concetta Raia, deputato regionale del PD: l’Odg è stato presentato nel corso della seduta di martedì 5 luglio.“Fino a poco tempo fa – aggiunge - i vertici aziendali lasciavano intravedere buone prospettive per lo stabilimento, oggi invece apprendiamo della messa in mobilità di 151 lavoratori: la Regione può avere un ruolo attivo per l’individuazione di una soluzione, ma serve un atteggiamento univoco e chiaro da parte dell’azienda. Solo così sarà possibile avviare un lavoro sinergico per predisporre, in accordo con le organizzazioni sindacali, tutte le misure necessarie a tutelare il futuro dei lavoratori e del sito catanese”.
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martedì 5 luglio 2011
lunedì 4 luglio 2011
Incontro Segreterie provinciali RSU tenutosi in data odierna
In data odierna si è tenuto un incontro tra le segreterie provinciali di Filctem CGIL, Femca CISL Uilcem UIL e UGL chimici, in cui sono state pianificate le iniziative da mettere in atto per contrastare il licenziamento dei 150 dipendenti, così come previsto dalla mobilità presentata dall'azienda. In particolare, è stato redatto il comunicato stampa pubblicato su questo blog, è stata chiesta una convocazione urgente all'Ufficio provinciale del lavoro ed è stato proclamato uno stato di agitazione riguardante tutto lo stabilimento. Inolttre, è stata proclamata l'assemblea di tutto il personale per mercoledì o6 luglio dalle 15.10 alle 16.10.
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Scioperi e Stati di agitazione
Comunicato stampa unitario
Le Segreterie Provinciali di Filctem CGIL (Giuseppe D'Aquila, Giovanni Romeo, Margherita Patti), Femca CISL (Rosi Campione), Uilcem UIL (Alfio Avellino) e UGL Chimici (Giuseppe La Mendola, Salvo Lo Bianco), apprendono con indignazione, ma senza sorpresa, quanto comunicato dall'Azienda in sede ufficiale e tramite mezzo stampa, circa l'apertura della procedura di mobilità per 151 lavoratori. La posizione dei sindacati sulla procedura di mobilità è quella di unll rigetto immediato. Ciò viene motivato da diversi fattori:1. l'azienda non ha presentato ad oggi nessun piano industriale che possa giustificare tale dichiarazione di esuberi ed anzi i proclami aziendali a mezzo stampa o nelle sedi ufficiali hanno sempre enfatizzato (e continuano a farla anche in questo momento) cifre astronomiche di investimenti. Tuttavia l'azienda omette di sottolineare che una parte significativa di questi investimenti determiranno ulteriori esuberi strutturali.Le perplessità delle OO SS sulla strategicità del sito ne escono ancora più rafforzate del solito.2. Pochi giorni fa l'Azienda ha chiuso in anticipo una CIGS per 80 lavoratori che aveva lo scopo di riqualificare il personale per evitare la presenza di esuberi strutturali. L' Azienda ha utilizzato in modo discutibile tale strumento e non ha avuto la volontà di eliminare così gli esuberi.3. È assolutamente privo di etica ed amorale stabilizzare una decina di TD il giorno prima della dichiarazione di un esubero del personale pari al 20% del totale non avendolo fatto in precedenza e quando ne sussistevano le condizioni. Ovviamente le OO SS sono sempre favorevoli alle stabilizzazioni. Tuttavia, fatta in questi termini ed in questo momento, la stabilizzazione è un offesa verso i lavoratori messi in esubero.4. Non è ancora definita la soluzione di cessione del Centro di Ricerca.L'azienda sostiene che bisogna necessariamente fare i conti con una riduzione dell'organico. Su questo la posizione delle OO SS è che il saldo occupazionale debba essere zero così come da impegno sottoscritto dall'azienda nell'accordo della CIGS appena chiusa anticipatamente. Se l'obiettivo dell'azienda vuole essere quello di fare macelleria sociale, le OO SS non saranno mai complici e contrasteranno con tutti gli strumenti a loro disposizione tali disegni. Le scriventi OO SS inoltre sostengono che i proclami fattidall'Azienda ai lavoratori ed a mezzo stampa, sono inacettabili e mortificanti per tutti i lavoratori.Infine, Filctem CGIL, Femca CISL, Uilcem UIL ed UGL Chimici, alle dichiarazioni di Confindustria apparse sabato sulla stampa locale, ("Confindustria Catania confida nello sperimentato senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali") ritengono che bisogna ribaltare il ragionamento e ricordano a Confindustria Catania che l'Associazione imprenditoriale siciliana è firmataria di un accordo quadro (stilato con Sindacati e Regione Sicilia), in cui le parti si impegnano, vista la peculiarità del nostro territorio e la crisi produttiva drammaticamente presente in esso, di fare ricorso a tutte le soluzioni che possano essere alternative ad i licenziamenti. Quindi siamo noi, che nello spirito dell'accordo del 30 luglio 2009, confidiamo nel senso di responsabilità di Confindustria, affinché contribuisca alla difesa dell'occupazione.Intanto da oggi - dichiarano le OO SS - saranno messe in atto partiranno tutte le azioni del caso: da una richiesta di incontro urgente con la Direzione, così come previsto dalle norme di legge e contrattuali, all' assemblea di tutti i lavoratori, alla proclamazione dello stato di agitazione di tutto lo stabilimento, a sostegno dei lavoratori e dell'occupazione.
domenica 3 luglio 2011
MOBILITA': IL NOSTRO NO AI LICENZIAMENTI
FILCTEM CGIL Catania (http://www.filctemcgilct.com/) - Purtroppo, quanto dicevamo da 2 anni, si è dimostrato drammaticamente vero. Eppure, quando insistevamo sul fatto che i proclami fatti dall’azienda a mezzo stampa, o nelle sedi ufficiali, che strombazzavano cifre astronomiche di investimenti erano quanto meno parziali e che nascondevano volutamente la verità, venivamo tacciati di terrorismo e disfattismo.Quello che pensavamo e che avremmo preferito non sentire mai, si è concretizzato drammaticamente ieri nel corso di una town hall tenuta dall’ingegnere Galizia a tutto il personale. In quella sede, da un lato si sono continuani a sbandierare investimenti per addurre l’estrema salute dello stabilimento di Catania e dall’altro si è annunciato l’esubero di 152 dipendenti, che non è il 10% del totale dei dipendenti (cifra già drammaticamente elevata) bensì il 20%.
Prima di entrare nel merito, riteniamo utile, fare un breve resoconto della situazione, in quanto, sebbene siano note a tutti quanti, sono necessarie ad inquadrare bene la situazione:
1. In data 22/06/2011, l’azienda decide di chiudere anticipatamente la CIGS aperta il primo di dicembre dello scorso anno.
2. Qualche giorno dopo, procede alla stabilizzazione di una decina di TD.
3. Dopo le pressanti insistenze delle OO SS, sia a livello di categoria che a livello confederale, nei confronti delle istituzioni (ricordiamo l’assemblea all’interno dell’azienda con l’intera deputazione catanese e con le istituzioni, i sit in tenuti sotto i palazzi istituzionali ed il pressing fatto presso i più autorevoli rappresentanti delle Istituzioni locali e nazionali) si è riusciti ad ottenere un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) con l’obiettivo di affrontare la vertenza Pfizer.
4. In tale sede istituzionale, sono stati ufficializzati due eventi: la prosecuzione delle trattative per la cessione del Centro di Ricerca (in fase avanzate ma non ancora finalizzate) e l’apertura della procedura di mobilità.
A questo punto è doveroso fare alcune considerazioni.
CIGS: la cassa integrazione straordinaria, doveva servire a ridurre i costi di produzione (consentendo una riqualificazione del personale finalizzata al miglioramento della produttività) ma in realtà l’azienda ha utilizzato in modo parziale, poco trasparente e sicuramente alquanto discutibile. In altri termini, l’Azienda ha perso l’occasione di riqualificare 80 lavoratori evitando che diventassero degli esuberi strutturali. In realtà piuttosto che un’occasione perduta si tratta dell’assenza di volontà di raggiungere questo risultato. Purtroppo però la CIGS è stata utilizzata come tutti sappiamo, in modo poco opportuno e per di più scorretto. Ci si può obiettare che l’esubero è strutturale e che quindi la CIGS non avrebbe potuto risolvere il problema della riduzione dei costi per incrementare la produttività del sito. Ma il reale disegno dell’azienda lo si ritrova sulle dichiarazioni rilasciate dal Direttore dello Stabilimento di Catania, alla Sicilia (vedi articolo di ieri pubblicato anche su questo sito). Citiamo testualmente: “Lo stabilimento catanese gode di ottima salute. Nel 2013 i volumi di produzione saranno raddoppiati. Tanto da far prevedere la tenuta dei livelli occupazionali e non solo”. La chiave sta nelle ultime due parole: non solo. Ergo: dal 2013 si potrà tornare ad assumere. Su questo punto torneremo in seguito.
Stabilizzazioni: continuiamo ad essere coerenti con lo spirito che portò alla ratifica dell’accordo che consentiva ai lavoratori precari di potere rimaner all’interno dello stabilimento oltre i 36 mesi previsti dalla legge in una prospettiva concreta di stabilizzazione. Da questo punto di vista, i riteniamo che le stabilizzazioni siano comunque un successo dell’accordo dei “72 mesi” e ribadiamo la nostra contrarietà di principio al lavoro precario. Tuttavia, le stabilizzazioni in questione, arrivano in una fase molto delicata, in cui, da un lato si stabilizza un gruppo di precari e dall’altro si apre una procedura di mobilità per 150 dipendenti. Il comportamento avuto dall’azienda in questa vicenda noi lo riteniamo assolutamente amorale e spregiudicato.
Mobilità: entrando nel merito della procedura, c’è poco da dire: è una tragedia inaudita e non si può pensare che 152 lavoratori ed altrettante famiglie, possano essere abbandonate al proprio destino, “per il bene del sito” (così come solennemente dichiarano tanti esponenti aziendali per giustificare ciò che è stato messo in atto). “Nel contesto di una crisi generale che investe il sistema chimico-farmaceutico mondiale - il territorio etneo si trova oggi a dover prendere atto che realtà aziendali come Pfizer, fiore all’occhiello della nostra economia, devono fare i conti con una riduzione dell’organico in forza”, dichiara così l’azienda nel già citato articolo apparso ieri sulla Sicilia. Noi riteniamo (così come ha puntualizzato Giovanni Romeo intervenendo all’incontro di Galizia con tutto il personale PGS) che bisogna mantenere il saldo occupazionale zero così come era previsto dalla CIGS. Se l’obiettivo dell’azienda vuole essere quello di fare macelleria sociale, noi non saremo mai complici e contrasteremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione tali disegni. Che questo sia chiaro una volta e per tutte.
L’ingegnere Galizia venerdì ha tenuto a sottolineare che la mobilità fatta per il Centro ricerca e quella fatta per lo stabilimento produttivo, sono due cose diverse. Ma in realtà lo saranno solo se, come tutti ci auguriamo, la trattativa di trasferimento ad una terza parte della ricerca, andrà a buon fine: 84 licenziamenti sono un dramma, 152 sono una tragedia.
Inoltre, ancora una volta ed ancora più di prima, ci poniamo interrogativi sulla strategicità del sito di Catania. La così detta politica del carciofo, ossia lo smantellamento graduale del sito, è una paturnia dei sindacati oppure ha consistenza reale? Quali sono le prospettive a medio termine per lo stabilimento? Giuseppe D’Aquila, nel corso di un’intervista al TG3 Sicilia di ieri, ha espresso fortemente la preoccupazione che la strategicità del sito sia stata abbondantemente messa in discussione e che la procedura di mobilità messa in atto dall’azienda sia espressione di tale strategia.
Consentiteci anche di affermare che i proclami fatti ai lavoratori ed a mezzo stampa, dall’azienda, sono inacettabili e mortificanti per tutti i lavoratori: “sono stati destinati al sito catanese importanti investimenti di 40 mln di euro e ulteriori 27 mln sono previsti nei prossimi due anni per rendere lo stabilimento di produzione sempre più competitivo nello scenario internazionale. Grandi numeri che - precisa l’ing. Galizia - sottolineano come lo stabilimento catanese goda di ottima salute.”. A noi non interessa che il sito sia competitivo sulla pelle dei lavoratori; non ci interessa che il sito possa aumentare i profitti degli imprenditori se questo porta alla perdita di posti di lavoro, alla messa su strada di 150 famiglie. Saremo pure antiquati ma la pensiamo in questo modo. Inoltre è doveroso ricordare che – così come espresso pochi mesi fa dallo stesso Galizia – che una parte consistente di tali investimenti avranno un’ulteriore impatto occupazionale: serviranno ad eliminare l’intero processo di liofilizzazione cosa che genererà ulteriori consistenti esuberi.
Infine, consentiteci un’ultima considerazione sulle dichiarazioni apparse sull’articolo di ieri sulla Sicilia (che anche in questo caso citiamo testualmente): “Confindustria Catania – conclude la nota – confida nello sperimentato senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali”. Noi riteniamo che bisogna ribaltare il ragionamento e ricordare a Confindustria Catania che l’Associazione imprenditoriale siciliana è firmataria di un accordo quadro(stilato con sindacati e Regione Sicilia), in cui le parti si impegnano, vista la peculiarità del nostro territorio e la crisi produttiva drammaticamente presente in essa, di fare ricorso a tutte le soluzioni che possano essere alternative ad i licenziamenti. Quindi siamo noi, che nello spirito dell’accordo del 30 luglio 2009, confidiamo nel senso di responsabilità di Confindustria, affinché contribuisca alla difesa dell’occupazione.
Intanto da domani partiranno tutte le azioni del caso: da una richiesta di incontro urgente con la Direzione, così come previsto dalle norme di legge e contrattuali, alla doverosa proclamazione dello stato di agitazione di tutto lo stabilimento, a sostegno dei lavoratori e dell’occupazione.
sabato 2 luglio 2011
Pfizer Catania: al MSE si è tenuto il tavolo sul Centro di Ricerca
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