
FILCTEM-CGIL
Benvenuti nel sito ufficiale della FILCTEM-CGIL dedicato al comparto chimico e farmaceutico della provincia di Catania. Questo blog è un prodotto amatoriale, non è una testata giornalistica né un prodotto editoriale; ad esso non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47 né, tantomeno, l’art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62, poiché l'aggiornamento dei testi non ha periodicità regolare. Questo sito è espressione ufficiale della FILCTEM CGIL di Catania ed è curato da un apposito Comitato di Redazione in accordo alle linee politiche della Segreteria Provinciale.
giovedì 23 dicembre 2010
lunedì 13 dicembre 2010
Pfizer Catania: tra CIGS, riorganizzazione e prospettive future

Giorno 30/11/2010 presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro, è stato ratificato l'accordo sulla Cassa Integrazione Straordinaria per riorganizzazione (80 unità per 12 mesi), dopo il doppio passaggio con i direttivi aziendali delle quattro OO SS, riunitisi unitariamente e con i lavoratori in assemblea plenaria. Entrambe le assemblee hanno approvata l'ipotesi di accordo, dando mandato a Segreterie ed RSU di stabilimento di procedere alla ratifica dell'accordo, con voto favorevole a stragrande maggioranza.
L’accordo è stato firmato in seguito alla presentazione da parte dell’Azienda, di un piano industriale per lo stabilimento di Catania, in cui la multinazionale farmaceutica prevede grossi investimenti e un importante sviluppo del sito a partire dal 2012, e prendendo atto della situazione di sofferenza che lo stabilimento vive attualmente e che vivrà nel corso di tutto il 2011.
Dopo due anni intensi, difficili e spesso convulsi, da quando nel gennaio del 2009 è stata annunciata l’acquisizione di Wyeth da parte di Pfizer, si è giunti, per il sito di Catania, alla fine del percorso senza le drammatiche misure a discapito dell'occupazione vissute da altri stabilimenti della multinazionale americana italiani ed esteri.
A tal proposito, le scriventi OO SS sottolineano che nell'arco di questi 2 anni Pfizer in Italia ha dismesso 2 stabilimenti produttivi ed un centro di ricerca, ha ridimensionato altri siti e sfoltito la propria rete di Informatori Scientifici. A Catania, invece, si sono trovate soluzioni senza riduzione di posti di lavoro e con future prospettive di sviluppo. Il piano industriale dello stabilimento, infatti, prevede l'aumento della produzione di Tazocin (che verrà prodotto a Catania per l'intero mercato mondiale) ed il trasferimento a Catania della produzione di un nuovo antibiotico: il Tygacil.
La cassa integrazione è sempre un evento spiacevole che incide sul lavoratore. Ma alla fine, dopo una trattativa intensa e difficile, si è riusciti a raggiungere un buon accordo. Per ben due volte le Organizzazioni Sindacali hanno rotto le trattative: una volta sull'istituzione di una commissione sindacale di verifica della cassa, ed una volta sull'integrazione al reddito dei lavoratori interessati alla casa integrazione. In entrambi i casi, si è riusciti ad ottenere quanto richiesto. Niente di ciò che si è ottenuto era scontato, tant'è che spesso il clima è stato pesante ed il confronto si è fatto duro. Il coinvolgimento e l'impegno delle OO SS è stato massimo ed ha coinvolto oltre alla RSU ed alle Segreterie Provinciali di categoria, anche le Segreterie Confederali e quelle Nazionali di categoria.
Alla fine, si è riusciti a dare certezze e garanzie ai lavoratori all'interno di uno strumento che come tutti gli ammortizzatori sociali è, per definizione, un evento spiacevole che causa sacrifici economici (ma non solo economici) non indifferenti x i lavoratori.
Innanzi tutto, si è riusciti ad ottenere la garanzia che il saldo occupazionale oggi sia zero e che nel futuro prossimo, possa essere positivo.
Quindi le 80 unità che saranno coinvolte per 12 mesi di CIGS, non sono e non diventeranno esuberi strutturali. È stato anche concordato che i lavoratori, fatte salve le esigenze tecnico-organizzative (e quindi in condizioni di fungibilità) ruotino in modo equanime e per periodi brevi (periodi di max 4 mesi per le funzioni fungibili). Inoltre proprio per garantire l'assenza di esuberi strutturali, le OO SS hanno puntato fortemente sulla riqualificazione del personale. La riorganizzazione, così come ha dichiarato l'azienda nella lettera con cui ha aperto la procedura di cassa integrazione e così come descritto nel piano industriale, nasce dalla necessità di ridurre il numero di lavoratori indiretti a favore di quelli diretti a causa della mutata mission del sito che in seguito all'acquisizione di Pfizer si è trasformato in stabilimento di produzione dei farmaci fuori brevetto (comunemente definiti con il termine di generici). La riqualificazione dei lavoratori altrimenti in esubero, diventa quindi il cardine della tutela dei livelli occupazionali. Verranno approntati corsi di riqualificazione per il personale attraverso fondi erogati da enti bilaterali (Fondimpresa) e pubblici (Regione Sicilia). Tali corsi saranno affiancati da corsi di formazione ai quali potranno accedere anche i lavoratori che sebbene entreranno in cassa, non dovranno essere riqualificati. I lavoratori che parteciperanno ai corsi di riqualificazione, saranno esclusi, per ovvi motivi, dai meccanismi di rotazione. I lavoratori potranno accedere ai corsi di riqualificazione e formazione sulla base della volontarietà. I corsi di formazione e riqualificazione, saranno finalizzati al reinserimento dei lavoratori nelle funzioni che si renderanno progressivamente disponibili in conseguenza dei nuovi, futuri, volumi produttivi, come da piano industriale (aumento della produzione di Tazocin e trasferimento a Catania della produzione del Tygacil). Infine, qualora la riqualificazione dovesse determinare l'assegnazione al lavoratore di mansioni di categoria inferiore a quella posseduta, verrà mantenuto ad personam lo stesso livello retributivo e lo stesso inquadramento contrattuale.
Inoltre le Organizzazioni, tramite una forte e determinata opposizione, hanno cassato gli inaccettabili criteri proposti dall'azienda all'interno della procedura ed introducendo (a parità di condizioni tecnico organizzative, quindi nel caso di lavoratori fungibili) il criterio dei carichi familiari.
Importante è anche l'ottenimento di una commissione sindacale che verificherà l'andamento della cassa e l'attuazione dell'accordo stipulato dalle parti. Ricordiamo che su questo punto c'è stata la prima rottura del tavolo negoziale in quanto l'azienda si era opposta all'istituzione di tale commissione. L'ottenimento di questo strumento di verifica è stato, quindi, un altro successo della lotta delle Organizzazioni Sindacali.
Un'altra misura prevista nell'accordo di CIGS è il blocco del turn-over dei tempi determinati, ad eccezione delle professionalità non reperibili all'interno dell'azienda. I posti che si renderanno, via via disponibili, saranno ricoperti dai lavoratori che supereranno gli specifici corsi di riqualificazione di cui si è precedentemente discusso. In merito a questo punto, torneremo in seguito, in quanto l'importanza e la delicatezza del problema, merita un approfondimento da più di una prospettiva.
Un'altra misura prevista è il blocco del riconoscimento dello straordinario nelle aree in sofferenza (che verrà riconosciuto al lavoratore sotto forma di accantonamento ore, fatta salva la corresponsione dell'indennità di maggiorazione). Inoltre è stato concordato lo smaltimento delle ferie residue nelle aree in sofferenza.
Un altro elemento negoziale voluto fortemente dalle Organizzazioni Sindacali ed ottenuto nel confronto con l'azienda, è stato quello di valutare una griglia di strumenti atta a minimizzare l'entità della cassa integrazione. Questo si è concretizzato con un incentivazione economica per quei lavoratori che avendo maturato i requisiti pensionistici, volessero, su base volontaria, rassegnare le proprie dimissioni.
Gli ammortizzatori sociali sono uno strumento pensato dal legislatore principalmente a sostegno delle imprese. Da questo nasce, da parte delle Organizzazioni Sindacali, l'esigenza di sostegno al reddito che, inevitabilmente, viene ad essere decurtato. Di conseguenza, l’azione delle Organizzazioni Sindacali è stata finalizzata all’ottenimento di un’integrazione salariale. Su questo punto, le richieste sindacali erano molto distanti da quanto l’azienda era disposta a sottoscrivere (partendo da una posizione aziendale che escludeva del tutto qualsiasi integrazione). E su questo punto, si è avuta la seconda interruzione della negoziazione, proprio quando si era giunti ad una condivisione di tutta l’impalcatura dell’accordo. Anche su questo punto le OO SS sono riuscite ad ottenere, su una cifra di mediazione che non era quella proposta dai Sindacati, ma che era decisamente superiore a quella aziendale; un significativo risultato.
Inoltre, in aggiunta all’integrazione salariale aziendale, le OO SS, sono riuscite ad ottenere (come detto in precedenza) un’ulteriore forma di integrazione, conseguente alla partecipazione volontaria dei lavoratori ai corsi di formazione e riqualificazione.
Altre forme di “sostegno al reddito” previste nell’accordo, sono l’anticipazione di parte del TFR sino a raggiungere, complessivamente, un massimo dell’ 80% dello stipendio. A richiesta del singolo lavoratore sospeso in CIGS, infine, potrà essere erogata un’anticipazione del Premio di Partecipazione 2010.
Riteniamo che avere raggiunto questo accordo sia importante, innanzi tutto perché prevede un saldo occupazionale zero e può creare le basi per un incremento occupazionale futuro. Inoltre sono state fornite ai lavoratori coinvolti, diverse forme di garanzie da un punto di vista economico e normativo, decisamente migliorative rispetto ai criteri di legge vigenti. Riguardo ciò è importante sottolineare come tale accordo rientri all’interno dello spirito dell’importante ed innovativo accordo nazionale sottoscritto da Federchimica, Farmindustria, FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL e UILCEM-UIL in data 18/11/2010 in materia di responsabilità sociale nella contrattazione di secondo livello.
Tale accordo parte dal presupposto che il CCNL di settore valorizza la responsabilità sociale come l’impegno di tutti i soggetti coinvolti all’interno dell’azienda, ad integrare i temi sociali; in particolare si parla di welfare contrattuale in risposta alle esigenze dei lavoratori e dei loro familiari in ambiti di rilevanza sociale. Nelle linee guida definite da questo accordo nazionale, si prevede, tra le altre cose l’applicazione di misure di sostegno al reddito, in casi specifici tra cui in presenza di ammortizzatori sociali quali la CIGS e di formazione finalizzata all’occopupabilità dei lavoratori. Quindi tali criteri sono stati messi in atto all’interno della contrattazione aziendale dello stabilimento Pfizer di Catania e da questo punto di vista possiamo assumere che quello appena siglato sia il primo accordo aziendale del setto chimico-farmaceutico che recepisce le linee guida dell’accordo nazionale del 18/11/2010.
Infine, come anticipato in precedenza, bisogna fare alcune importanti riflessioni sullo sviluppo e occupazione. Il nostro territorio, come è noto, vive una condizione di profonda difficoltà occupazionale, esacerbata dalla crisi economica (che sta determinando sofferenza e morte di tante aziende) e dalla globalizzazione (concorrenza asiatica), ma già presente in forma endemica, dettate da motivazioni storico-politiche-sociali relative al nostro territorio. In quest’ottica, due anni fa CGIL, CISL e UIL di Catania, a livello di Categorie e Confederazioni, siglarono l’accordo dei 72 mesi che derogava i termini di legge sui tempi determinati, a fronte di una continuità lavorativa per i precari ed a prospettive di stabilizzazione. Riteniamo, oggi più che mai, che tale accordo sia stato lungimirante e che oggi possa dare una prospettiva a tanti lavoratori precari che, inevitabilmente, a causa della CIGS e delle attuali condizioni del sito, saranno rimpiazzati da lavoratori a tempo indeterminato già presenti all’interno dello stabilimento (indiretti che in seguito alla riqualificazione si convertiranno in diretti di produzione).
Il Piano Industriale presentato dall’azienda, prevede nel 2012 un incremento significativo dei volumi di produzione, il che potrà portare a future espansioni occupazionali dello stabilimento. In questo contesto l’accordo sui precari, oltre a richiamare all’interno della vita produttiva dell’azienda i TD attualmente esclusi, potrà portare a stabilizzazione di lavoratori.
Per concludere, ritengo che sia doveroso registrare alcune “ombre” presenti nel Piano Industriale della Pfizer di Catania riguardanti in particolare il destino di due pezzi dello stabilimento: l’Animal Health (che fa parte della divisione PGM a pieno titolo) e del centro di ricerche EDSM (che è invece una divisione a se stante). Nel primo caso non ci sono evidenti certezze sul futuro produttivo da qui ad un paio d’anni e nel secondo caso non si conosce ancora il destino del centro ricerca.
Questi sono elementi su cui vigilare e che tutt’oggi sono causa di forti preoccupazioni per i lavoratori interessati e per le OO SS.
Il Piano Industriale presentato dall’azienda sancisce il fatto che Pfizer conferma il ruolo strategico dello stabilimento di Catania; non possiamo che essere lieti di ciò, pur sapendo che, così come è stato detto sempre dalle OO SS che lo stabilimento di Catania è stato ed è strategico grazie alla propria natura composita e differenziata. Se venissero a mancare pezzi dello stesso, la strategicità e la sostenibilità economica (leggi competitività) del sito, ne subirebbero un grave colpo.
L’accordo è stato firmato in seguito alla presentazione da parte dell’Azienda, di un piano industriale per lo stabilimento di Catania, in cui la multinazionale farmaceutica prevede grossi investimenti e un importante sviluppo del sito a partire dal 2012, e prendendo atto della situazione di sofferenza che lo stabilimento vive attualmente e che vivrà nel corso di tutto il 2011.
Dopo due anni intensi, difficili e spesso convulsi, da quando nel gennaio del 2009 è stata annunciata l’acquisizione di Wyeth da parte di Pfizer, si è giunti, per il sito di Catania, alla fine del percorso senza le drammatiche misure a discapito dell'occupazione vissute da altri stabilimenti della multinazionale americana italiani ed esteri.
A tal proposito, le scriventi OO SS sottolineano che nell'arco di questi 2 anni Pfizer in Italia ha dismesso 2 stabilimenti produttivi ed un centro di ricerca, ha ridimensionato altri siti e sfoltito la propria rete di Informatori Scientifici. A Catania, invece, si sono trovate soluzioni senza riduzione di posti di lavoro e con future prospettive di sviluppo. Il piano industriale dello stabilimento, infatti, prevede l'aumento della produzione di Tazocin (che verrà prodotto a Catania per l'intero mercato mondiale) ed il trasferimento a Catania della produzione di un nuovo antibiotico: il Tygacil.
La cassa integrazione è sempre un evento spiacevole che incide sul lavoratore. Ma alla fine, dopo una trattativa intensa e difficile, si è riusciti a raggiungere un buon accordo. Per ben due volte le Organizzazioni Sindacali hanno rotto le trattative: una volta sull'istituzione di una commissione sindacale di verifica della cassa, ed una volta sull'integrazione al reddito dei lavoratori interessati alla casa integrazione. In entrambi i casi, si è riusciti ad ottenere quanto richiesto. Niente di ciò che si è ottenuto era scontato, tant'è che spesso il clima è stato pesante ed il confronto si è fatto duro. Il coinvolgimento e l'impegno delle OO SS è stato massimo ed ha coinvolto oltre alla RSU ed alle Segreterie Provinciali di categoria, anche le Segreterie Confederali e quelle Nazionali di categoria.
Alla fine, si è riusciti a dare certezze e garanzie ai lavoratori all'interno di uno strumento che come tutti gli ammortizzatori sociali è, per definizione, un evento spiacevole che causa sacrifici economici (ma non solo economici) non indifferenti x i lavoratori.
Innanzi tutto, si è riusciti ad ottenere la garanzia che il saldo occupazionale oggi sia zero e che nel futuro prossimo, possa essere positivo.
Quindi le 80 unità che saranno coinvolte per 12 mesi di CIGS, non sono e non diventeranno esuberi strutturali. È stato anche concordato che i lavoratori, fatte salve le esigenze tecnico-organizzative (e quindi in condizioni di fungibilità) ruotino in modo equanime e per periodi brevi (periodi di max 4 mesi per le funzioni fungibili). Inoltre proprio per garantire l'assenza di esuberi strutturali, le OO SS hanno puntato fortemente sulla riqualificazione del personale. La riorganizzazione, così come ha dichiarato l'azienda nella lettera con cui ha aperto la procedura di cassa integrazione e così come descritto nel piano industriale, nasce dalla necessità di ridurre il numero di lavoratori indiretti a favore di quelli diretti a causa della mutata mission del sito che in seguito all'acquisizione di Pfizer si è trasformato in stabilimento di produzione dei farmaci fuori brevetto (comunemente definiti con il termine di generici). La riqualificazione dei lavoratori altrimenti in esubero, diventa quindi il cardine della tutela dei livelli occupazionali. Verranno approntati corsi di riqualificazione per il personale attraverso fondi erogati da enti bilaterali (Fondimpresa) e pubblici (Regione Sicilia). Tali corsi saranno affiancati da corsi di formazione ai quali potranno accedere anche i lavoratori che sebbene entreranno in cassa, non dovranno essere riqualificati. I lavoratori che parteciperanno ai corsi di riqualificazione, saranno esclusi, per ovvi motivi, dai meccanismi di rotazione. I lavoratori potranno accedere ai corsi di riqualificazione e formazione sulla base della volontarietà. I corsi di formazione e riqualificazione, saranno finalizzati al reinserimento dei lavoratori nelle funzioni che si renderanno progressivamente disponibili in conseguenza dei nuovi, futuri, volumi produttivi, come da piano industriale (aumento della produzione di Tazocin e trasferimento a Catania della produzione del Tygacil). Infine, qualora la riqualificazione dovesse determinare l'assegnazione al lavoratore di mansioni di categoria inferiore a quella posseduta, verrà mantenuto ad personam lo stesso livello retributivo e lo stesso inquadramento contrattuale.
Inoltre le Organizzazioni, tramite una forte e determinata opposizione, hanno cassato gli inaccettabili criteri proposti dall'azienda all'interno della procedura ed introducendo (a parità di condizioni tecnico organizzative, quindi nel caso di lavoratori fungibili) il criterio dei carichi familiari.
Importante è anche l'ottenimento di una commissione sindacale che verificherà l'andamento della cassa e l'attuazione dell'accordo stipulato dalle parti. Ricordiamo che su questo punto c'è stata la prima rottura del tavolo negoziale in quanto l'azienda si era opposta all'istituzione di tale commissione. L'ottenimento di questo strumento di verifica è stato, quindi, un altro successo della lotta delle Organizzazioni Sindacali.
Un'altra misura prevista nell'accordo di CIGS è il blocco del turn-over dei tempi determinati, ad eccezione delle professionalità non reperibili all'interno dell'azienda. I posti che si renderanno, via via disponibili, saranno ricoperti dai lavoratori che supereranno gli specifici corsi di riqualificazione di cui si è precedentemente discusso. In merito a questo punto, torneremo in seguito, in quanto l'importanza e la delicatezza del problema, merita un approfondimento da più di una prospettiva.
Un'altra misura prevista è il blocco del riconoscimento dello straordinario nelle aree in sofferenza (che verrà riconosciuto al lavoratore sotto forma di accantonamento ore, fatta salva la corresponsione dell'indennità di maggiorazione). Inoltre è stato concordato lo smaltimento delle ferie residue nelle aree in sofferenza.
Un altro elemento negoziale voluto fortemente dalle Organizzazioni Sindacali ed ottenuto nel confronto con l'azienda, è stato quello di valutare una griglia di strumenti atta a minimizzare l'entità della cassa integrazione. Questo si è concretizzato con un incentivazione economica per quei lavoratori che avendo maturato i requisiti pensionistici, volessero, su base volontaria, rassegnare le proprie dimissioni.
Gli ammortizzatori sociali sono uno strumento pensato dal legislatore principalmente a sostegno delle imprese. Da questo nasce, da parte delle Organizzazioni Sindacali, l'esigenza di sostegno al reddito che, inevitabilmente, viene ad essere decurtato. Di conseguenza, l’azione delle Organizzazioni Sindacali è stata finalizzata all’ottenimento di un’integrazione salariale. Su questo punto, le richieste sindacali erano molto distanti da quanto l’azienda era disposta a sottoscrivere (partendo da una posizione aziendale che escludeva del tutto qualsiasi integrazione). E su questo punto, si è avuta la seconda interruzione della negoziazione, proprio quando si era giunti ad una condivisione di tutta l’impalcatura dell’accordo. Anche su questo punto le OO SS sono riuscite ad ottenere, su una cifra di mediazione che non era quella proposta dai Sindacati, ma che era decisamente superiore a quella aziendale; un significativo risultato.
Inoltre, in aggiunta all’integrazione salariale aziendale, le OO SS, sono riuscite ad ottenere (come detto in precedenza) un’ulteriore forma di integrazione, conseguente alla partecipazione volontaria dei lavoratori ai corsi di formazione e riqualificazione.
Altre forme di “sostegno al reddito” previste nell’accordo, sono l’anticipazione di parte del TFR sino a raggiungere, complessivamente, un massimo dell’ 80% dello stipendio. A richiesta del singolo lavoratore sospeso in CIGS, infine, potrà essere erogata un’anticipazione del Premio di Partecipazione 2010.
Riteniamo che avere raggiunto questo accordo sia importante, innanzi tutto perché prevede un saldo occupazionale zero e può creare le basi per un incremento occupazionale futuro. Inoltre sono state fornite ai lavoratori coinvolti, diverse forme di garanzie da un punto di vista economico e normativo, decisamente migliorative rispetto ai criteri di legge vigenti. Riguardo ciò è importante sottolineare come tale accordo rientri all’interno dello spirito dell’importante ed innovativo accordo nazionale sottoscritto da Federchimica, Farmindustria, FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL e UILCEM-UIL in data 18/11/2010 in materia di responsabilità sociale nella contrattazione di secondo livello.
Tale accordo parte dal presupposto che il CCNL di settore valorizza la responsabilità sociale come l’impegno di tutti i soggetti coinvolti all’interno dell’azienda, ad integrare i temi sociali; in particolare si parla di welfare contrattuale in risposta alle esigenze dei lavoratori e dei loro familiari in ambiti di rilevanza sociale. Nelle linee guida definite da questo accordo nazionale, si prevede, tra le altre cose l’applicazione di misure di sostegno al reddito, in casi specifici tra cui in presenza di ammortizzatori sociali quali la CIGS e di formazione finalizzata all’occopupabilità dei lavoratori. Quindi tali criteri sono stati messi in atto all’interno della contrattazione aziendale dello stabilimento Pfizer di Catania e da questo punto di vista possiamo assumere che quello appena siglato sia il primo accordo aziendale del setto chimico-farmaceutico che recepisce le linee guida dell’accordo nazionale del 18/11/2010.
Infine, come anticipato in precedenza, bisogna fare alcune importanti riflessioni sullo sviluppo e occupazione. Il nostro territorio, come è noto, vive una condizione di profonda difficoltà occupazionale, esacerbata dalla crisi economica (che sta determinando sofferenza e morte di tante aziende) e dalla globalizzazione (concorrenza asiatica), ma già presente in forma endemica, dettate da motivazioni storico-politiche-sociali relative al nostro territorio. In quest’ottica, due anni fa CGIL, CISL e UIL di Catania, a livello di Categorie e Confederazioni, siglarono l’accordo dei 72 mesi che derogava i termini di legge sui tempi determinati, a fronte di una continuità lavorativa per i precari ed a prospettive di stabilizzazione. Riteniamo, oggi più che mai, che tale accordo sia stato lungimirante e che oggi possa dare una prospettiva a tanti lavoratori precari che, inevitabilmente, a causa della CIGS e delle attuali condizioni del sito, saranno rimpiazzati da lavoratori a tempo indeterminato già presenti all’interno dello stabilimento (indiretti che in seguito alla riqualificazione si convertiranno in diretti di produzione).
Il Piano Industriale presentato dall’azienda, prevede nel 2012 un incremento significativo dei volumi di produzione, il che potrà portare a future espansioni occupazionali dello stabilimento. In questo contesto l’accordo sui precari, oltre a richiamare all’interno della vita produttiva dell’azienda i TD attualmente esclusi, potrà portare a stabilizzazione di lavoratori.
Per concludere, ritengo che sia doveroso registrare alcune “ombre” presenti nel Piano Industriale della Pfizer di Catania riguardanti in particolare il destino di due pezzi dello stabilimento: l’Animal Health (che fa parte della divisione PGM a pieno titolo) e del centro di ricerche EDSM (che è invece una divisione a se stante). Nel primo caso non ci sono evidenti certezze sul futuro produttivo da qui ad un paio d’anni e nel secondo caso non si conosce ancora il destino del centro ricerca.
Questi sono elementi su cui vigilare e che tutt’oggi sono causa di forti preoccupazioni per i lavoratori interessati e per le OO SS.
Il Piano Industriale presentato dall’azienda sancisce il fatto che Pfizer conferma il ruolo strategico dello stabilimento di Catania; non possiamo che essere lieti di ciò, pur sapendo che, così come è stato detto sempre dalle OO SS che lo stabilimento di Catania è stato ed è strategico grazie alla propria natura composita e differenziata. Se venissero a mancare pezzi dello stesso, la strategicità e la sostenibilità economica (leggi competitività) del sito, ne subirebbero un grave colpo.
domenica 21 novembre 2010
CHIMICI: FIRMATE LE "LINEE GUIDA" SULLA RESPONSABILITÀ SOCIALE
Federchimica, Farmindustria e i segretari generali Alberto Morselli (Filctem-Cgil), Sergio Gigli (Femca-Cisl), Augusto Pascucci (Uilcem-Uil) hanno firmato il 18 novembre, a Milano le “linee guida” nazionali per favorire, anche attraverso un “patto di responsabilità sociale”, comportamenti e scelte socialmente responsabili nelle relazioni industriali e nella contrattazione aziendale.L'intesa fa seguito al rinnovo contrattuale del settore chimico-farmaceutico del 18 dicembre 2009 che, come si ricorderà, aveva già formalizzato il sostegno della Responsabilità sociale ad ogni livello. “E' un accordo propositivo e innovativo – commenta Alberto Morselli, segretario generale Filctem-Cgil – che allarga gli orizzonti della contrattazione, oltre alla condivisione di scelte responsabili sia delle imprese che dei lavoratori, del resto da sempre il dna di concrete relazioni industriali nel settore”.
mercoledì 17 novembre 2010
Le riflessioni della FILCTEM CGIL di Catania riguardo all'intervista rilasciata dall'AD di Pfizer Italia.
Le dichiarazioni di Ugo Cosentino nella sua prima uscita pubblica in qualità di A.D. e Predidente di Pfizer Italia, inducono a non poche riflessioni e causano altrettante preoccupazioni sul futuro. Cosentino, quando sostiene che in Italia il comparto farnmaceutico e non solo la Pfizer è penalizzato dalla mancanza di programmazione a lungo termine e dall'assenza di una reale partnership con le istituzioni, fa una dichiarazione politica di peso estremamente rilevante, dichiarazione che, a nostro avviso, corrisponde a verità. Questo è il Paese in cui per mesi il Dicastero per le Attività produttive è rimasto vacante, questo è il Paese in cui i tagli all'università ed alla ricerca sono stati e sono sistematici (solo nel caso di quelle pubbliche perchè gli stessi tagli vengono condonati alle università private, così come si può leggere sul sito on line della repubblica di ieri). Questo è il Paese in cui si assiste ad una destrutturazione globale del tessuto industriale dal settore metalmeccanico a quello della farmaceutica, passando per le manifatture. Quindi le dichiarazioni fatta da Cosentino sono vere quanto pesanti. Le responsabilità della politica, anzi dell'assenza della politica, sono tante, troppe... E del resto, nel ruolo di Presidente della filiale italiana della più grande industria farmaceutica mondiale, ci sta una rivendicazione nei confronti delle istituzioni...Tuttavia, le dichiarazioni di Ugo Cosentino, non possono che mettere in allarme le organizzazioni sindacali e tutti i lavoratori che in Italia, direttamente o indirettamente, prestano il loro lavoro per Pfizer. "La concorrenza e' globale - afferma Cosentino - e ci si confronta con Paesi che incentivano la ricerca, offrono credito di imposta, deduzioni fiscali su prodotti innovativi e queste condizioni in Italia non si sono ancora verificate" Queste affermazioni ci lasciano alquanto preoccupati perchè hanno tanto sapore di delocalizzazione. Quindi se concordiamo con il neo A.D. della Pfizer riguardo le denunce e le analisi che fa nei confronti della politica e delle istituzioni, riteniamo che, anche la Pfizer debba fare la propria parte affinchè l'Italia non perda gli investimenti che questo colosso farmaceutico può fare. Il confronto tra le parti sociali deve essere finalizzato all'ottenimento di un saldo occupazionale positivo e ad uno sviluppo industriale che nel settore farmaceutico è ad alto contenuto tecnologico. Infine, tenendo anche conto del fatto che ad oggi non si hanno informazioni sulle sorti del centro di ricerca di Catania (EDSM), non possiamo che apprezzare il valore e l'importanza che il Presidente di Pfizer Italia riconosce alla ricerca scientifica, vero volano dello sviluppo dell'industria del farmaco
Ex Pfizer, i sindacati: “Poche risposte dalla Haupt Pharma”
Vertice tra i vertici di Haupt Pharma, e le segreterie provinciali di Filctem-Cgil; Femca-Cisl e Uilcem-Uil alla presenza di alcuni componenti della RSU aziendale.
“Diversi quesiti – spiegano i sindacati – sono stati posti all’Azienda tedesca rispetto al prossimo futuro dello stabilimento, anche in funzione della scadenza ormai prossima del mese di febbraio, nel quale terminerà il cosiddetto “patto di stabilità” (e quindi l’impegno a non effettuare licenziamenti) convenuto tra Haupt e Pfizer all’epoca della cessione della fabbrica dalla multinazionale americana all’azienda tedesca.
Era quindi assolutamente necessario interrogare la Direzione di Haupt rispetto allo stato delle cose ed alle previsioni per il prossimo futuro. Le risposte aziendali sono state piuttosto vaghe e poco rassicuranti. In particolare, ci è stato riferito che:
■ad oggi il 95 % dei volumi produttivi sono rappresentati da commesse Pfizer, che quindi continua ad essere praticamente l’unico cliente di Haupt Pharma. La stessa Pfizer ha già chiesto ed ottenuto un abbassamento dei prezzi su alcuni prodotti, così come previsto dagli accordi tra le Aziende; ed è pertanto logico prevedere che nel 2011 e nel 2012, man mano che scadranno i contratti relativi ad altre produzioni, le richieste di diminuzione dei prezzi saranno ancora più pesanti. Per cui, se Haupt Pharma non sarà in grado di abbattere in maniera decisa i propri costi di trasformazione, c’è il rischio concreto che Pfizer (ad oggi unico cliente) si rivolga ad altri produttori, rischiando praticamente il fermo dello stabilimento.
■Abbiamo quindi chiesto alla Direzione Aziendale quali misure stesse mettendo in campo per abbattere i costi, rendendosi in tal modo competitiva sia nei confronti di Pfizer sia in generale sul mercato internazionale dei farmaci. Anche su questo terreno le risposte sono state piuttosto evasive, riferendosi genericamente ad una necessità di rendere più efficiente la fabbrica, attraverso una modifica degli orari e della organizzazione del lavoro.
La sensazione che abbiamo ricavato dal breve incontro – continuano i sindacati - è, nella migliore delle ipotesi, quella di una Azienda che non scopre le carte, riservandosi di mettere in campo azioni quando lo riterrà opportuno. Forti sono le perplessità rispetto a quanto comunicatoci, e più in generale sulle prospettive dello stabilimento che ci sembrano molto incerte e nebulose. Invitiamo pertanto tutti i lavoratori a vigilare attentamente, in quanto non è assolutamente chiaro ciò che avverrà nei prossimi mesi.
Per quanto ci riguarda, Filctem; Femca e Uilcem saranno attente agli sviluppi della situazione per poter intervenire tempestivamente, tenendo conto, democraticamente, del proprio livello di rappresentatività e delle volontà che esprimeranno i lavoratori”.
Da Latina 24ore.it
“Diversi quesiti – spiegano i sindacati – sono stati posti all’Azienda tedesca rispetto al prossimo futuro dello stabilimento, anche in funzione della scadenza ormai prossima del mese di febbraio, nel quale terminerà il cosiddetto “patto di stabilità” (e quindi l’impegno a non effettuare licenziamenti) convenuto tra Haupt e Pfizer all’epoca della cessione della fabbrica dalla multinazionale americana all’azienda tedesca.
Era quindi assolutamente necessario interrogare la Direzione di Haupt rispetto allo stato delle cose ed alle previsioni per il prossimo futuro. Le risposte aziendali sono state piuttosto vaghe e poco rassicuranti. In particolare, ci è stato riferito che:
■ad oggi il 95 % dei volumi produttivi sono rappresentati da commesse Pfizer, che quindi continua ad essere praticamente l’unico cliente di Haupt Pharma. La stessa Pfizer ha già chiesto ed ottenuto un abbassamento dei prezzi su alcuni prodotti, così come previsto dagli accordi tra le Aziende; ed è pertanto logico prevedere che nel 2011 e nel 2012, man mano che scadranno i contratti relativi ad altre produzioni, le richieste di diminuzione dei prezzi saranno ancora più pesanti. Per cui, se Haupt Pharma non sarà in grado di abbattere in maniera decisa i propri costi di trasformazione, c’è il rischio concreto che Pfizer (ad oggi unico cliente) si rivolga ad altri produttori, rischiando praticamente il fermo dello stabilimento.
■Abbiamo quindi chiesto alla Direzione Aziendale quali misure stesse mettendo in campo per abbattere i costi, rendendosi in tal modo competitiva sia nei confronti di Pfizer sia in generale sul mercato internazionale dei farmaci. Anche su questo terreno le risposte sono state piuttosto evasive, riferendosi genericamente ad una necessità di rendere più efficiente la fabbrica, attraverso una modifica degli orari e della organizzazione del lavoro.
La sensazione che abbiamo ricavato dal breve incontro – continuano i sindacati - è, nella migliore delle ipotesi, quella di una Azienda che non scopre le carte, riservandosi di mettere in campo azioni quando lo riterrà opportuno. Forti sono le perplessità rispetto a quanto comunicatoci, e più in generale sulle prospettive dello stabilimento che ci sembrano molto incerte e nebulose. Invitiamo pertanto tutti i lavoratori a vigilare attentamente, in quanto non è assolutamente chiaro ciò che avverrà nei prossimi mesi.
Per quanto ci riguarda, Filctem; Femca e Uilcem saranno attente agli sviluppi della situazione per poter intervenire tempestivamente, tenendo conto, democraticamente, del proprio livello di rappresentatività e delle volontà che esprimeranno i lavoratori”.
Da Latina 24ore.it
Nasce la partnership tra Pfizer Animal Health e Easter Bush Research, per nuovi standard nell'innovazione della salute animale
Pfizer Animal Health ed Easter Bush Research Consortium (EBRC), una delle maggiori reti di ricerca e formazione veterinaria in Europa, hanno annunciato la creazione di una nuova partnership per la ricerca zoologica, finalizzata alla scoperta di migliori metodi di prevenzione e cura delle patologie animali e di promozione del benessere degli animali e dell'agricoltura sostenibile a loro destinata.
Questa collaborazione crea un nuovo standard nella ricerca e nell'innovazione per la salute animale e può contare su fondi per circa 2 milioni di dollari USA suddivisi in 5 anni. Si tratta di un elemento chiave nell'impegno globale e continuo di Pfizer verso il mondo veterinario, che include il supporto alla professione tramite iniziative di formazione ed educazione su base continua, oltre a investimenti in programmi di ricerca
Questa collaborazione crea un nuovo standard nella ricerca e nell'innovazione per la salute animale e può contare su fondi per circa 2 milioni di dollari USA suddivisi in 5 anni. Si tratta di un elemento chiave nell'impegno globale e continuo di Pfizer verso il mondo veterinario, che include il supporto alla professione tramite iniziative di formazione ed educazione su base continua, oltre a investimenti in programmi di ricerca
Pfizer: più investimenti in Italia
Il gigante della biofarmaceutica non esclude di aumentare gli investimenti nel nostro Paese, ma richiede certezze e incentivi
Fondata a Brooklyn nel 1849 dai cugini tedeschi Charles Pfizer e Charles Erhart, Pfizer è oggi la prima compagnia biofarmaceutica al mondo.
La sede principale di Pfizer è a New York. I suoi centri di ricerca sono dislocati in tutto il mondo e i suoi prodotti raggiungono più di 150 paesi. La società nel nostro paese ha sedi ad Aprilia, Ascoli Piceno e Catania, mentre a Milano ha il suo centro mondiale di ricerca oncologica. Il colosso statunitense è quindi già presente in modo non marginale in Italia e potrebbe potenzialmente aumentare i suoi investimenti locali, ma a fronte di certezze e incentivi.
È quanto ha affermato Ugo Cosentino, AD e presidente di Pfizer Italia nel corso di un'intervista rilasciata a Radiocor. Cosentino ha definito l'intenzione dell'aumento degli investimenti in Italia da parte di Pfizer «molto evidente», ma allo stesso tempo ha precisato che sulla scelta che porta a puntare su uno specifico Paese, incidono in modo notevole le condizioni ambientali e gli incentivi.
«Pfizer investe in ricerca a livello mondiale circa 8 miliardi di dollari. - ha dichiarato Cosentino - In Italia abbiamo un investimento in ricerca interessante da 70 milioni di euro». Secondo Cosentino l'Italia è un Paese che offre dunque delle attrattive, anche se mancano però rispetto ad altri Paesi delle efficaci agevolazioni. Inoltre gli investimenti nella ricerca sono ancora troppo bassi: appena l'1% del Pil, a fronte di una media europea del 2% e picchi di eccellenza del 4%.
Paolo Iasevoli
Manager Online
16 Novembre 2010
La sede principale di Pfizer è a New York. I suoi centri di ricerca sono dislocati in tutto il mondo e i suoi prodotti raggiungono più di 150 paesi. La società nel nostro paese ha sedi ad Aprilia, Ascoli Piceno e Catania, mentre a Milano ha il suo centro mondiale di ricerca oncologica. Il colosso statunitense è quindi già presente in modo non marginale in Italia e potrebbe potenzialmente aumentare i suoi investimenti locali, ma a fronte di certezze e incentivi.
È quanto ha affermato Ugo Cosentino, AD e presidente di Pfizer Italia nel corso di un'intervista rilasciata a Radiocor. Cosentino ha definito l'intenzione dell'aumento degli investimenti in Italia da parte di Pfizer «molto evidente», ma allo stesso tempo ha precisato che sulla scelta che porta a puntare su uno specifico Paese, incidono in modo notevole le condizioni ambientali e gli incentivi.
«Pfizer investe in ricerca a livello mondiale circa 8 miliardi di dollari. - ha dichiarato Cosentino - In Italia abbiamo un investimento in ricerca interessante da 70 milioni di euro». Secondo Cosentino l'Italia è un Paese che offre dunque delle attrattive, anche se mancano però rispetto ad altri Paesi delle efficaci agevolazioni. Inoltre gli investimenti nella ricerca sono ancora troppo bassi: appena l'1% del Pil, a fronte di una media europea del 2% e picchi di eccellenza del 4%.
Paolo Iasevoli
Manager Online
16 Novembre 2010
martedì 16 novembre 2010
Fanno subito discutere le dichiarazioni di Ugo Cosentino, nuovo presidente e A.D. di Pfizer Italia
Il gruppo Pfizer "continua a investire in Italia e a essere molto impegnato nel nostro Paese, dove occupa circa 3.400 addetti, ma le decisioni di investimento vanno sempre commensurate alla possibilita' di fare business nel Paese. E' vero che le misure di contenimento della spesa porteranno a rivalutare la nostra presenza in Italia." Parlando a 'Radiocor' a margine del convegno 'Meridiano Sanita', Ugo Casentino, nuovo presidente e a.d. di Pfizer Italia, ha rilevato che "a Catania investiamo 10 milioni nell'ambito di una riconversione per passare a una produzione mondiale di un farmaco iniettabile sterile per 80 Paesi, dopo i 40 milioni investiti negli ultimi tre anni. In Sicilia siamo il secondo datore di lavoro". In merito alla possibilita' interesse per una parte dell'area Fiat di Termini Imerese, Cosentino ha risposto con una velata polemica che "possiamo concentrarci su quello che abbiamo, a meno che non si voglia introdurre anche nel nostro Paese una di quelle meravigliose strategie di incentivazione degli investimenti come all'estero". Il problema del fare business in Italia - ha proseguito - e' pero' la mancanza di programmazione a lungo termine, la partnership con le istituzioni e gli stakeholders del settore per poter commisurare gli investimenti a esigenze di natura scientifica e di ritorno economico. Pfizer, ha aggiunto Cosentino, "e' la piu' grande azienda farmaceutica mondiale e ha la maggiore presenza nel settore in Italia. Abbiamo tre stabilimenti produttivi, un'importante produzione oncologica ad Ascoli, dove forniamo oltre 300 Paesi, una produzione consumer ad Aprilia e un centro mondiale di coordinamento della ricerca oncologica a Milano con oltre 300 dipendenti". Inoltre, dopo l'integrazione della Wyeth, rilevata da Pfizer nel 2009, in Italia il gruppo "ha assorbito l'84% dell'intera occupazione della Wyeth in Italia, mantenendo tutte le unita' produttive, il che non e' successo all'estero"
Ugo Cosentino e' il nuovo presidente e amministratore delegato di Pfizer Italia. Contemporaneamente, riferisce un comunicato della societa' "Cosentino manterra' nel Paese la guida della business unit specialty care, strategica per la crescita dell'azienda perche' include trattamenti in aree terapeutiche importanti e a forte impatto sociale". Il compito di Cosentino sara' quello di "rafforzare ulteriormente la presenza di Pfizer in Italia dopo la fusione con Wyeth, dando continuita' e sviluppando ulteriormente quelle aree relative a farmaci innovativi che vedono Pfizer eccellere nel mercato nazionale e internazionale". Prima dell'attuale nomina, Cosentino ha ricoperto il ruolo di vice presidente Operational business strategy europe. Nel 2006 Cosentino e' stato vice presidente e managing director europe della veterinaria, gestendo un'organizzazione costituita da 900 dipendenti e con un fatturato pari a 300 milioni di dollari e portando la Wyeth ad essere l'azienda con il tasso di crescita piu' elevato nel periodo di gestione.
Ugo Cosentino e' il nuovo presidente e amministratore delegato di Pfizer Italia. Contemporaneamente, riferisce un comunicato della societa' "Cosentino manterra' nel Paese la guida della business unit specialty care, strategica per la crescita dell'azienda perche' include trattamenti in aree terapeutiche importanti e a forte impatto sociale". Il compito di Cosentino sara' quello di "rafforzare ulteriormente la presenza di Pfizer in Italia dopo la fusione con Wyeth, dando continuita' e sviluppando ulteriormente quelle aree relative a farmaci innovativi che vedono Pfizer eccellere nel mercato nazionale e internazionale". Prima dell'attuale nomina, Cosentino ha ricoperto il ruolo di vice presidente Operational business strategy europe. Nel 2006 Cosentino e' stato vice presidente e managing director europe della veterinaria, gestendo un'organizzazione costituita da 900 dipendenti e con un fatturato pari a 300 milioni di dollari e portando la Wyeth ad essere l'azienda con il tasso di crescita piu' elevato nel periodo di gestione.
lunedì 15 novembre 2010
Iscriviti a:
Post (Atom)
