“L’azienda Myrmex provveda immediatamente a presentare il piano industriale per il rilancio del polo di ricerca farmaceutico catanese ad oggi inesistente e rispetti gli accordi fatti a suo tempo quando venne rilevato il ramo d’azienda Wyeth Lederle”. Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari nazionali del partito democratico Luisa Albanella e Giovanni Burtone, primi firmatari di due distinte interrogazioni parlamentari, cui oggi sono state date risposte in Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.
FILCTEM-CGIL
Benvenuti nel sito ufficiale della FILCTEM-CGIL dedicato al comparto chimico e farmaceutico della provincia di Catania. Questo blog è un prodotto amatoriale, non è una testata giornalistica né un prodotto editoriale; ad esso non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47 né, tantomeno, l’art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62, poiché l'aggiornamento dei testi non ha periodicità regolare. Questo sito è espressione ufficiale della FILCTEM CGIL di Catania ed è curato da un apposito Comitato di Redazione in accordo alle linee politiche della Segreteria Provinciale.
giovedì 31 ottobre 2013
Caso Myrmex, Albanella e Burtone (Pd): “l’azienda presenti il piano industriale”
mercoledì 30 ottobre 2013
PFIZER: I SINDACATI VOGLIONO LA VERITA'
22/10/2013
COMUNICATO AI LAVORATORI
Direttivi Unitari OO SS Pfizer Catania
Cari Colleghi,
La Rsu e le segreterie vi comunicano che
in data odierna si sono riuniti congiuntamente i direttivi di Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL, UGL Chimici e Fialc CISAL per discutere in merito alle problematiche gravi e delicate della Pfizer di Catania. Le Segreterie, unitamente ai componenti dei Direttivi, hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione dello stabilimento di Catania. L'assemblea dei Direttivi riuniti, ha ribadito che gli accadimenti degli ultimi mesi proiettano cupe ombre sulle prospettive a breve termine mettendo a rischio il destino occupazionale di oltre 500 lavoratori. L'emissione della "warning letter" da parte della FDA, a nostro avviso, ha definitivamente cancellato la patina di eccellenza che veniva ancora ostentata dal sito produttivo: la capacità di produrre prodotti di alta qualità. Purtroppo, i fatti accaduti invece dimostrano che la realtà si discosta profondamente da ciò: i problemi di produzione, le non conformità, le bocciature sempre più frequenti di lotti, il blocco dell'ingresso dei prodotti fatti a Catania all'interno del mercato americano, sono drammatici esempi di quello che è oggi il livello dello stabilimento di Catania. Del resto Pfizer decise di rinunciare all'eccellenza dello stabilimento catanese sin da quando, nell'ormai lontano 2009, acquisì la Wyeth e lo fece dismettendo il Centro di ricerca, riducendo i costi di produzione in modo inadeguato (a discapito della qualità), smembrando lo stabilimento in tre aziende, trasformando, in ultima istanza, uno stabilimento di spicco in un'officina farmaceutica più simile ad una fabbrica terzista che al sito di una prestigiosa multinazionale. Quanto sta accadendo oggi, secondo noi, non è il frutto di imprevedibili casualità avverse, ma è la conseguenza di specifiche strategie intraprese dal management di Catania. Quanto accade oggi, riteniamo, sia il frutto dell'incapacità dell'attuale Management a governare lo stabilimento e portare a compimento la mission produttiva del sito. Da anni le OO SS denunciano tutto ciò affermando che Pfizer non ritiene più strategico - e quindi necessario - lo stabilimento di Catania. Questa mancata strategicità del sito è stata aggravata ulteriormente da chi doveva impegnarsi affinché lo stabilimento potesse non solo mantenere i livelli produttivi e qualitativi di un tempo ma superarli per garantire occupazione e sviluppo. Per noi è evidente che il management che doveva impegnarsi anima e corpo a sostegno dello stabilimento, non ha saputo sfruttare neppure le opportunità di produzione che erano state assegnate dalla casa madre al sito (fallendo, sino ad oggi, sia negli impegni presi con la compagnia riguardanti i volumi di Tazocin, sia nella capacità di produrre un farmaco sotto brevetto e ad alto valore aggiunto quale il Tigacyl). Un management che doveva garantire il futuro occupazionale di centinaia di famiglie e doveva difendere lo sviluppo del territorio catanese, a nostro avviso, ha gestito e gestisce il declino di questo stabilimento, un tempo glorioso, senza riuscire a trovare soluzioni se non quella di infierire svilendo e mortificando il lavoro delle maestranze, non curanti del clima di tensione e di demoralizzazione che serpeggia sempre più tra i lavoratori. E come se ciò non bastasse, vengono preannunciate ulteriori riorganizzazioni (come l'esternalizzazione delle utilities o dei magazzini) che verrebbero ad indebolire ancora di più il sito. Partendo da tutte queste considerazioni, le OO SS manifestano le loro preoccupazioni per le sorti dello stabilimento a breve termine. A tal fine ritengono che l'Azienda debba fornire, nelle sedi opportune, le risposte sulle prospettive del sito in modo trasparente, esaustivo e reale.
LA WYETH-PFIZER E' UN PATRIMONIO DEI LAVORATORI E DEL TERRITORIO DI CATANIA E DELLA LA SICILIA E NON PUO' NE' DEVE ESSERE DISPERSO. LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI FARANNO TUTTO QUANTO IN LORO POSSESSO PER EVITARE CHE QUESTO AVVENGA E PER CONTRASTARE IL DECLINO DELLO STABILIMENTO CHE RIMANE TRA LE PRIMISSIME REALTA' INDUSTRIALI DELLA NOSTRA PROVINCIA.
LA WYETH-PFIZER E' UN PATRIMONIO DEI LAVORATORI E DEL TERRITORIO DI CATANIA E DELLA LA SICILIA E NON PUO' NE' DEVE ESSERE DISPERSO. LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI FARANNO TUTTO QUANTO IN LORO POSSESSO PER EVITARE CHE QUESTO AVVENGA E PER CONTRASTARE IL DECLINO DELLO STABILIMENTO CHE RIMANE TRA LE PRIMISSIME REALTA' INDUSTRIALI DELLA NOSTRA PROVINCIA.
martedì 29 ottobre 2013
Myrmex, Calvi ha acquisito il Centro di Ricerca a un euro
CATANIA – La vertenza Myrmex: una vicenda intricata e dai contorni opachi. LiveSiciliaCatania da mesi segue le proteste dei dipendenti del Centro di Ricerca Tossicologica ( European Drug Safety and Methabolism) di Catania. L’ultimo estenuante sit in risale al 12 settembre scorso, che vide come ultima tappa il Palazzo degli Elefanti. A seguito di quell’ennesima intensa giornata i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Filctem, Femca e Uilctem ricevettero rassicurazioni telefoniche dall’assessore regionale alle Attività Produttive Linda Vancheri, a proposito di un imminente incontro con il Governatore Crocetta. Un incontro però tutt’oggi mai avvenuto. Senza dimenticare, poi, che lo scorso 9 agosto i sindacati si erano già recati a Palermo e avevano ricevuto dal medesimo assessore le medesime rassicurazioni.
Al momento, la vicenda sembrerebbe essere sprofondata in una situazione di stallo e avvolta da un assordante silenzio istituzionale. Tuttavia, i sindacati sono al momento in attesa di conoscere una data in cui all’Ufficio Provinciale del Lavoro incontreranno per un faccia a faccia il Socio Unico della Myrmex, Gian Luca Calvi, ritenuto inadempiente nel corso di questi due anni, per non essersi mai assunto le responsabilità di quanto sottoscritto, in relazione per esempio al business plan mai posto in essere, e costringendo all’immobilità forzata, 76 ricercatori.
A tutto questo, infatti, si aggiunge la costernazione dei dipendenti, che da due anni a questa parte non hanno mai lavorato un solo giorno e vivono come in un sorta di limbo. “ Non ci ricordiamo più – spiegavano nuovamente a LiveSiciliaCatania in occasione dell’ultima protesta - neanche come si tenga in mano una provetta. Siamo stati pagati per non fare nulla. Durante questi due anni, non abbiamo mai lavorato un solo giorno ad un progetto. Siamo stanchi e avviliti. Questa attesa è peggio di un’agonia. Speriamo che l’esposto già presentato alla Repubblica faccia il suo corso”.
Ma partiamo dall’inizio. L’attività del Centro di ricerca di proprietà Wyeth Lederle fino al 2011, era riservata squisitamente alla sede della stessa compagnia farmaceutica e, pertanto, non direttamente finalizzata ad un mercato. A seguito della fusione con il Gruppo Pfizer i vertici di quest’ultima, per motivi non perfettamente chiari, palesarono la volontà d’interrompere tutte le attività connesse al Centro di Ricerca a Catania, procedendo con un processo di riorganizzazione e razionalizzazione dei vari siti, tra cui quello di Catania. In questo frangente ecco spuntare il nome di Gian Luca Calvi, avvocato pavese, nonché amministratore unico della Myrmex Spa, società dedita alla commercializzazione di protesi ortopediche con sede a Milano. L’imprenditore interessato ad espandere la propria presenza nelle regioni meridionali, decise di avanzare una proposta d’acquisto del ramo d’azienda.
La cessione avvenuta nel settembre del 2011 al costo di 1 euro, comprendeva: l’immobile, i rapporti contrattuali afferenti al ramo d’azienda, 76 dipendenti, beni mobili e mobili registrati, la situazione patrimoniale e il trasferimento dei progetti e agevolazioni ministeriali finanziati dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Miur. Il fixed assets, ovvero il patrimonio complessivo notificato nel contratto di cessione definitivo è pari a 37.714.851. A tanto ammonta, infatti, il valore d’acquisto del Centro di Ricerca rilevato da Calvi con un corrispettivo di 1 euro. “ Il corrispettivo – si legge nel rogito notarile – per la cessione del ramo d’azienda è stato convenuto ed accettato tra le parti in complessivi Euro 1. Detta somma – continua l’atto notarile – è fissa ed invariabile e parte cedente (Wyeth-Pfizer) dichiara di averla ricevuta prima d’ora dalla parte cessionaria (Myrmex)”.
Coinvolto nell’operazione finanziaria l’advisor Deloitte, che ha stimato il valore esiguo economico di 1 euro del Centro a seguito di un attento confronto “con analoghe operazioni avvenute negli ultimi anni” congiuntamente a una stretta comparazione dei pro e dei contro derivanti “dai costi di chiusura e dei costi di trasferimento” del Centro di ricerca. Dai risultati emerse che la Myrmex era “in linea con le proposte riconosciute dal mercato unitamente alla convenienza economica del ‘trasferimento’ rispetto ad una ‘chiusura”. In parole povere, considerando il conseguente “impatto sociale” – e che molto probabilmente non avrebbe giovato all’immagine complessiva del colosso farmaceutico – alla Wyeth Lederle, conveniva cedere il Centro anche al costo esiguo di 1 euro, anziché chiudere. Il manager Calvi, dal canto suo, senza alcun esborso economico, chiuse un affare a dir poco vantaggioso.
L’acquisto del ramo d’azienda è avvenuto anche sulla base di un “patto di stabilità”, già avviato nella stipula preliminare del contratto, poi perfezionato nella fase definitiva e sottoscritto da tutte le parti. Tale clausola, imposta da Wyeth-Pfizer, peraltro già scaduta il 16 settembre scorso, era volta a mantenere inalterato il livello occupazionale del Centro. “ La Myrmex – si legge ancora nel rogito notarile – s’impegna a non dichiarare lo stato di crisi aziendale e non avvierà alcuna procedura di licenziamento nei 24 mesi successivi alla data di efficacia del ramo d’azienda”. Una volta scaduta la clausola, però, è decaduto di fatto ogni vincolo da parte della Myrmex nei confronti della Wyeth-Pfizer. Ragion per cui i dipendenti in agitazione per le loro sorti, a margine anche del mancato ricorso ai finanziamenti regionali, sono da mesi sul piede di guerra insieme ai sindacati.
Ma non è tutto. La cessione di ramo d’azienda tra Wyeth Lederle e Myrmex è stata fortemente “coccolata” dalla Regione Sicilia, la quale intervenne con un provvedimento ad hoc, deliberando un finanziamento pubblico che puntava a garantire la crescita del Centro a Catania. La delibera datata 5 agosto 2011, prevedeva un’allocazione di risorse economiche pari a 13.5 milioni di euro distribuite nell’arco di tre anni, erogabili solo a fronte di una convenzione siglata con il M.I.S.E. o INVITALIA. Tuttavia, nei fatti non risulta che la Myrmex abbia mai avviato procedure per attrarre nuovi investimenti, ma la delibera a riguardo è chiara e precisa: “ L’accordo di programma – si legge – è garantita dall’impegno a cedere a 1 euro, in caso d’inadempienza, alla Regione Siciliana l’oggetto delle cessione”, ( cioè il Centro). A questo punto, dunque, la Regione dovrebbe rivalersi sul Centro, e nel caso, come più volte invocato dai sindacati, verificare la possibilità di nuovi possibili acquirenti.
http://catania.livesicilia.it
Al momento, la vicenda sembrerebbe essere sprofondata in una situazione di stallo e avvolta da un assordante silenzio istituzionale. Tuttavia, i sindacati sono al momento in attesa di conoscere una data in cui all’Ufficio Provinciale del Lavoro incontreranno per un faccia a faccia il Socio Unico della Myrmex, Gian Luca Calvi, ritenuto inadempiente nel corso di questi due anni, per non essersi mai assunto le responsabilità di quanto sottoscritto, in relazione per esempio al business plan mai posto in essere, e costringendo all’immobilità forzata, 76 ricercatori.
A tutto questo, infatti, si aggiunge la costernazione dei dipendenti, che da due anni a questa parte non hanno mai lavorato un solo giorno e vivono come in un sorta di limbo. “ Non ci ricordiamo più – spiegavano nuovamente a LiveSiciliaCatania in occasione dell’ultima protesta - neanche come si tenga in mano una provetta. Siamo stati pagati per non fare nulla. Durante questi due anni, non abbiamo mai lavorato un solo giorno ad un progetto. Siamo stanchi e avviliti. Questa attesa è peggio di un’agonia. Speriamo che l’esposto già presentato alla Repubblica faccia il suo corso”.
Ma partiamo dall’inizio. L’attività del Centro di ricerca di proprietà Wyeth Lederle fino al 2011, era riservata squisitamente alla sede della stessa compagnia farmaceutica e, pertanto, non direttamente finalizzata ad un mercato. A seguito della fusione con il Gruppo Pfizer i vertici di quest’ultima, per motivi non perfettamente chiari, palesarono la volontà d’interrompere tutte le attività connesse al Centro di Ricerca a Catania, procedendo con un processo di riorganizzazione e razionalizzazione dei vari siti, tra cui quello di Catania. In questo frangente ecco spuntare il nome di Gian Luca Calvi, avvocato pavese, nonché amministratore unico della Myrmex Spa, società dedita alla commercializzazione di protesi ortopediche con sede a Milano. L’imprenditore interessato ad espandere la propria presenza nelle regioni meridionali, decise di avanzare una proposta d’acquisto del ramo d’azienda.
La cessione avvenuta nel settembre del 2011 al costo di 1 euro, comprendeva: l’immobile, i rapporti contrattuali afferenti al ramo d’azienda, 76 dipendenti, beni mobili e mobili registrati, la situazione patrimoniale e il trasferimento dei progetti e agevolazioni ministeriali finanziati dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Miur. Il fixed assets, ovvero il patrimonio complessivo notificato nel contratto di cessione definitivo è pari a 37.714.851. A tanto ammonta, infatti, il valore d’acquisto del Centro di Ricerca rilevato da Calvi con un corrispettivo di 1 euro. “ Il corrispettivo – si legge nel rogito notarile – per la cessione del ramo d’azienda è stato convenuto ed accettato tra le parti in complessivi Euro 1. Detta somma – continua l’atto notarile – è fissa ed invariabile e parte cedente (Wyeth-Pfizer) dichiara di averla ricevuta prima d’ora dalla parte cessionaria (Myrmex)”.
Coinvolto nell’operazione finanziaria l’advisor Deloitte, che ha stimato il valore esiguo economico di 1 euro del Centro a seguito di un attento confronto “con analoghe operazioni avvenute negli ultimi anni” congiuntamente a una stretta comparazione dei pro e dei contro derivanti “dai costi di chiusura e dei costi di trasferimento” del Centro di ricerca. Dai risultati emerse che la Myrmex era “in linea con le proposte riconosciute dal mercato unitamente alla convenienza economica del ‘trasferimento’ rispetto ad una ‘chiusura”. In parole povere, considerando il conseguente “impatto sociale” – e che molto probabilmente non avrebbe giovato all’immagine complessiva del colosso farmaceutico – alla Wyeth Lederle, conveniva cedere il Centro anche al costo esiguo di 1 euro, anziché chiudere. Il manager Calvi, dal canto suo, senza alcun esborso economico, chiuse un affare a dir poco vantaggioso.
L’acquisto del ramo d’azienda è avvenuto anche sulla base di un “patto di stabilità”, già avviato nella stipula preliminare del contratto, poi perfezionato nella fase definitiva e sottoscritto da tutte le parti. Tale clausola, imposta da Wyeth-Pfizer, peraltro già scaduta il 16 settembre scorso, era volta a mantenere inalterato il livello occupazionale del Centro. “ La Myrmex – si legge ancora nel rogito notarile – s’impegna a non dichiarare lo stato di crisi aziendale e non avvierà alcuna procedura di licenziamento nei 24 mesi successivi alla data di efficacia del ramo d’azienda”. Una volta scaduta la clausola, però, è decaduto di fatto ogni vincolo da parte della Myrmex nei confronti della Wyeth-Pfizer. Ragion per cui i dipendenti in agitazione per le loro sorti, a margine anche del mancato ricorso ai finanziamenti regionali, sono da mesi sul piede di guerra insieme ai sindacati.
Ma non è tutto. La cessione di ramo d’azienda tra Wyeth Lederle e Myrmex è stata fortemente “coccolata” dalla Regione Sicilia, la quale intervenne con un provvedimento ad hoc, deliberando un finanziamento pubblico che puntava a garantire la crescita del Centro a Catania. La delibera datata 5 agosto 2011, prevedeva un’allocazione di risorse economiche pari a 13.5 milioni di euro distribuite nell’arco di tre anni, erogabili solo a fronte di una convenzione siglata con il M.I.S.E. o INVITALIA. Tuttavia, nei fatti non risulta che la Myrmex abbia mai avviato procedure per attrarre nuovi investimenti, ma la delibera a riguardo è chiara e precisa: “ L’accordo di programma – si legge – è garantita dall’impegno a cedere a 1 euro, in caso d’inadempienza, alla Regione Siciliana l’oggetto delle cessione”, ( cioè il Centro). A questo punto, dunque, la Regione dovrebbe rivalersi sul Centro, e nel caso, come più volte invocato dai sindacati, verificare la possibilità di nuovi possibili acquirenti.
http://catania.livesicilia.it
IL FATTO QUOTIDIANO 20/10/2013
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mercoledì 2 ottobre 2013
Bianco: "A fianco dei lavoratori della Myrmex"
Cgil, Cisl e Uil denunciano il "silenzio assordante" da parte delle istituzioni rispetto al caso della Myrmez. L'appello alla Regione: "Verificare la possibilità di un concreto interesse da parte di nuovi imprenditori"
Il silenzio più assordante avvolge ancora la vertenza Myrmex, dopo che lo scorso 16 settembre sono decaduti i termini dell'accordo di stabilità occupazionale siglato tra Myrmex e Pfizer; scadenza che ha reso i lavoratori privi di qualsiasi garanzia occupazionale. Le segretererie provinciali confederali di CGIL, CISL e UIL e di categoria FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL di Catania, sottolineano che dal 17 settembre del 2011, data in cui è stato firmato il verbale di conferimento di ramo di azienda del Centro Ricerche di Tossicologia e Tossicogenomica dalla suddetta Wyeth-Lederle alla Myrmex ad oggi, non è mai partita alcuna attività produttiva.
L'imprenditore che ha acquisito il centro di ricerca ex Pfizer non si è assunto le responsabilità di quanto sottoscritto e non è stato in grado, nel corso di questi due anni, di presentare un piano industriale reale, serio e credibile e ha, in questo modo, dissipato un immenso patrimonio intellettuale costringendo all'immobilità forzata, 76 ricercatori altamente specializzati e privando il territorio catanese di uno dei più importanti centri di eccellenza in tossicologia, presente in Sicilia ed in Italia meridionale e riconosciuto a livello internazionale.
Ancora una volta i sindacati lanciano un accorato e forte appello alle istituzioni (Regione Sicilia e Comune di Catania in primo luogo), affinchè si trovi un'immediata soluzione alla vertenza Myrmex e chiedono di voler esperire tutte le possibili vie risolutive, comprese quelle di verificare la concreta possibilità che nuovi soggetti imprenditoriali siano interessati a soluzioni che consentano al centro di ricerca di esprimere le proprie potenzialità professionali e di sviluppo sul territorio.
La risposta del sindaco Bianco non si è fatta attendere: "Per quanto riguarda la situazione della Myrmex - ha detto Bianco - con 76 ricercatori altamente specializzati costretti all'inattività è gravissima e la proprietà deve dirci se ha davvero intenzione di lavorare per un progetto industriale serio e concreto, cosa che finora non è stata fatta. Intanto ritengo giusto perseguire ogni possibile strada, come sto già facendo personalmente, coinvolgendo soggetti privati e istituzionali e partner anche internazionali". Il sindaco di Catania ha sottolineato poi come sia "indispensabile coinvolgere nella vertenza anche l'assessore alle attività produttiva Linda Vancheri e il presidente della Regione Rosario Crocetta".
venerdì 27 settembre 2013
E' scomparsa la compagna Enza Costa
Giorno 26 settembre la compagna Enza Costa componente della Segreteria della Filctem CGIL di Catania e componente del Direttivo nazionale, ci ha lasciati, dopo una lunga malattia.
Donna e madre eccezionale, lavoratrice irreprensibile, compagna di grande valore ed amica inestimabile, la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in chi la conobbe. Alla figlia Giorgia e ai familiari sentite condoglianze.
lunedì 9 settembre 2013
Vertenza Myrmex, oggi assemblea concitata dei lavoratori. "Si avvicina la scadenza del 16 settembre. Istituzioni assenti"
Tornano a far parla di sé i lavoratori della Myrmex che proprio oggi si sono confrontati nel corso di una concitata assemblea. L'incontro, secondo i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, e dei relativi sindacati di categoria Filctem, Femca e Uilctem , "è stato molto teso e ha messo per l'ennesima volta nero su bianco l'esigenza che il laboratorio Myrmex continui a vivere con le garanzie dovute al territorio e ai lavoratori specializzati". Nonostante le rassicurazioni della Regione e del Comune di Catania, la vertenza Myrmex si avvicina pericolosamente alla scadenza del prossimo 16 settembre, oltre la quale non esisterà più alcuna garanzia per la salvaguardia degli ottanta dipendenti.
""Di appelli, manifestazioni e ragionamenti, abbiamo riempito pagine e pagine di giornali. Dobbiamo prendere atto dell'assenza delle istituzioni, ma è oramai scontato che sindacati e lavoratori nelle prossime ore non assisteranno passivamente alla distruzione di un patrimonio prezioso per il territorio ed alla dispersione di competenze eccellenti".
RMDN
venerdì 9 agosto 2013
Myrmex, domani incontro a Palermo con Vancheri
E' stato il segretario generale della Camera del lavoro di Catania, Angelo Villari, ad annunciare ieri ai lavoratori della Myrmex che domani saranno ricevuti a Palermo in assessorato regionale Attività produttive. L'incontro - atteso da tempo e caldeggiato dai sindacati - si carica inevitabilmente di aspettativa; i lavoratori chiedono alla Regione interventi risolutivi. Ieri, intanto, i dipendenti hanno scioperato e protestato ancora una volta davanti la Pfizer. Per i prossimi giorni i lavoratori non escludono forme di protesta eclatanti se non daranno date loro risposte certe sul destino del laboratorio.
"Spero che dall"incontro ottenuto con l'assessore regionale Vancheri - commenta la parlamentare regionale Concetta Raia che lo scorso 25 luglio, aveva chiesto un incontro formale con l'assessore alle attivita produttivi - i lavoratori della Myrmex possano trovare la soluzione migliore per far riparire l'attività del centro di ricerca Tossicologico e Tossicogenomico di Catania, ferma da 22 mesi, e la conseguente conservazione del posto di lavoro dei 76 dipendenti che vi operano». Raia ricorda di avere chiesto l'incontro - di comune intesa con la Vancheri - anche con l'assessore alla Sanità Lucia Borsellino «perchè la Myrmex è un centro di ricerca di eccellenza nel territorio e vorremmo - sottolinea - che l'assessorato dedicasse più attenzione per un territorio che rischia la desertificazione, disperdendo ancora una volta risorse e professionalità e lasciando dietro solo drammi personali e familiari».
La vertenza Myrmex si è aperta lo scorso marzo, quando i 73 lavoratori del Centro di Ricerca Tossicologico e Tossicogenomico ceduto due anni fa alla Pfizer, e "salvato" grazie ad un complesso lavoro di mediazione con le istituzioni, hanno protestato per la prima volta davanti la sede per la situazione di difficoltà dovuta ai mancati finanziamenti regionali e ministeriali previsti dell'accordo.
La Sicilia
07/08/2013
martedì 30 luglio 2013
Myrmex: il sindaco di Catania Enzo Bianco incontra i sindacati
In data 29/07/2013, il Sindaco di Catania Enzo Bianco, ha incontrato le Segreterie provinciali di Filctem Cgil (Giuseppe D’Aquila, Giovanni Romeo, Giovanni Cantone), Femca Cisl (Maurizio Caffo) e Uiltec Uil (Alfio Avellino) e delle Segreterie provinciali confederali di Cgil, Cisl e Uil rappresentate dal Segr. Gen. Della Cgil di Catania Angelo Villari e dalla Segretaria del Comparto Industria CGIL Margherita Patti, sulla delicatissima ed urgente vertenza Myrmex.
Nel corso dell’incontro, i rappresentanti sindacali hanno illustrato le problematiche inerenti il conferimento del Centro di ricerca di tossicologia dalla Pfizer a Myrmex che tra l’altro è argomento di un esposto fatto dalle tesse OO. SS. alla Procura della Repubblica.
Il Sindaco Enzo Bianco, ha ascoltato con interesse quanto illustrato dai dirigenti sindacali èd ha espresso l’intenzione di promuovere in tempi rapidi tavoli istituzionali con il governo centrale e quello regionale, e che coinvolgano Pfizer Italia, come parte in causa a tutti gli effetti.
Le OO SS si dichiarano soddisfatte per l’impegno e l’interesse che ancora una volta il Sindaco Bianco ha dimostrato di avere verso le problematiche del lavoro e del patrimonio del nostro territorio ed auspicano che possa essere trovata una soluzione che impedisca che il prossimo 16 settembre, 76 famiglie possano perdere la propria fonte di reddito e che il territorio catanese venga depauperato, ancora una volta, di uno degli ultimi centri di eccellenza rimanenti.
mercoledì 3 luglio 2013
Faccia a faccia tra sindacati e Pfizer
CATANIA - La vertenza Myrmex si è spostata quest’oggi nella sede di Confindustria Catania, con un “faccia a faccia” tra i sindacati (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil) e i rappresentanti della Pfizer, ovvero la compagnia farmaceutica leader a livello mondiale, che due anni fa ha ceduto, appunto, il Centro di Ricerca. In concomitanza con l’incontro di oggi, inoltre, circa ottanta lavoratori del Centro, hanno protestato all’esterno della sede, contro l’imminente scadenza della “clausola di stabilità” che comporterebbe da un lato la decurtazione del livello occupazionale attuale e dall’altro il rischio di compromettere la qualità dell’ambizioso progetto di ricerca scientifica ad opera del Centro.
Un incontro, quello di oggi, rivelatosi proficuo, “ Siamo riusciti finalmente ad iniziare un dialogo – ha spiegato a LiveSiciliaCatania, Giuseppe D’Aquila segretario generale Filctem Cgil. Era ora che tutti gli attori coinvolti si sedessero ad un tavolo per discutere del caso, con lo scopo di salvaguardare il futuro di uno dei centri leader nella ricerca scientifica d’eccellenza, insieme a quello dei lavoratori e delle loro famiglie. La Myrmex – prosegue - sembrerebbe intenzionata a venir meno agli accordi presi inizialmente, relativamente il mantenimento del livello occupazionale. Non possiamo accettare un simile trattamento, occorre fare chiarezza. Per questo ci rivolgiamo alla Pfizer perché mantenga gli impegni presi inizialmente, in occasione della cessione. In questo frangente, dovrebbe essere più che mai garante del futuro dei lavoratori”.
Quest’oggi siamo riusciti ad ottenere, inoltre, un incontro con Confindustria Sicilia – continua D’Aquila – che si svolgerà la prossima settimana a Palermo, alla presenza degli assessori regionali, rispettivamente al Bilancio e alle Attività Produttive, Luca Bianchi e Lidia Vancheri. Speriamo, in quella sede di ottenere delle risposte e delle soluzioni concrete. Chiediamo – conclude – di mantenere la mission aziendale, basata sulla ricerca scientifica avanzata, di cui si fregia il Centro Myrmex, insieme alla salvaguardia del futuro lavorativo dei suoi dipendenti”.
"Riteniamo indispensabile - ha dichiarato Saro Pappalardo, Segretario Territoriale Cisl Catania - che si faccia un vero fronte comune a salvaguardia dell'occupazione ed all'incontro di oggi abbiamo registrato la disponibilità sia di Confindustria Catania, sia dei rappresentanti della stessa Pfitzer, di farsi carico, insieme al Sindacato, di inviare una richiesta di incontro a firma congiunta alla Regione Siciliana e di scrivere un documento, anch'esso congiunto, a sostegno dei lavoratori coinvolti per chiedere che la Regione Siciliana dia seguito agli impegni assunti nei confronti di Myrmex e metta in sicurezza l'occupazione e le prospettive di tutti i 73 lavoratori coinvolti. Ancora una volta - aggiunge - questa vicenda mette in risalto lo straordinario momento di crisi che necessita di un impegno straordinario da parte di tutti gli attori che hanno responsabilità per trovare le soluzioni più adatte a tutela del territorio e dell'occupazione. I documenti prodotti questa mattina in Confindustria e firmati sia dalle organizzazioni sindacali in rappresentanza dei lavoratori che da Confindustria in rappresentanza di Pfitzer sono l'esempio che azioni comuni a tutela dei lavoratori sono fattibili e necessarie per garantire l'occupazione e lo sviluppo del territorio. Chiediamo - conclude Pappalardo - adesso alla Regione Siciliana di rispettare gli impegni assunti con i lavoratori e con Myrmex".
Martedì 02 Luglio 2013 - 16:25 di Erika Intrisano
Live Catania
lunedì 1 luglio 2013
Caso Myrmex, domani faccia a faccia con la Pfizer in Confindustria
Domani martedì 2 luglio, a partire dalle ore
9, gli 80 lavoratori della Myrmex, protesteranno dinnanzi la sede di
Confindustria di Viale Vittorio Veneto 109, in concomitanza con il primo
“faccia a faccia” tra i sindacati, i rappresentanti della Pfizer e i vertici
provinciali di Confindustria.
A rischio c’è il destino dei lavoratori e del
laboratorio stesso, il cui piano industriale che ne avrebbe potuto segnare la
crescita, ma lo stesso non sembra essere adeguato neppure al mantenimento delle
attività. Eppure esiste una scadenza che spaventa, quella del prossimo 16
settembre, quando scadrà la clausola di “stabilità occupazionale” imposta
dall’accordo. Se entro quella data non sarà trovata la soluzione in
termini sostanziali (il Piano non realizzato, e ad oggi comunque
stravolto, prevedeva precisi obiettivi di ricerca tossicologica e rigenerativa,
la costruzione di un impianto di sterilizzazione, nonché la possibilità di
accedere a fondi speciali regionali di imminente pubblicazione) non esisterà
alcuna garanzia per il futuro della Myrmex.
I danni? Una ottantina di famiglie sul
lastrico e la cancellazione di un soggetto di eccellenza nella ricerca a
Catania. Di chi la responsabilità? Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil
di Catania chiedono spiegazioni proprio alla Pfizer, l’azienda che nel 2011
aprì la mobilità per ben 151 addetti ma che ha già beneficiato di fondi
milionari del MIUR. I sindacati temono dunque che la cessione stessa del ramo
d’azienda a fronte di tutto ciò, possa risultare inefficace.
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